Gazzetta di Modena

Modena

il report del viminale 

Interdittive antimafia Emilia da record Prima regione del nord

F.D.

In un anno 228 aziende escluse per rischio infiltrazioni Zavatti (Cgil): «Dati allarmanti e Confindustria tace»

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C’è un dato che può raccontare come si stia cercando di proteggere l’Emilia Romagna dalla cannibalizzazione della criminalità organizzata, ed è quello delle interdittive antimafia rilasciate. Le ha rese note il report del ministero dell’Interno che svela di una realtà a luci e ombre. L’aspetto positivo è che ormai le aziende vanno alla ricerca del certificato antimafia (45379 comunicazioni rilasciate, secondo posto assoluto dietro solo la Lombardia e 13785 informazioni rilasciate) ma quello negativo è inquietante: sono infatti 228 le interdittive emesse dalle Prefetture, che portano la regione al quarto posto in Italia, dietro soltanto a Calabria, Campania e Sicilia e ben sopra la Lombardia, che si ferma a 164. Interdittive di cui si sa sempre troppo poco vista la strategia di non rendere pubblici i provvedimenti, ma che evidentemente sottendono ad un costante rischio di infiltrazione malavitosa.

«L’Emilia Romagna ha visto 228 imprese oggetto di questo pesante provvedimento interdittivo, ben utile per contrastare l’economia mafiosa e preservare il tessuto imprenditoriale sano e regolare - analizza Franco Zavatti della Cgil Modena e del coordinamento legalità Cgil regionale - Il report Viminale offre un dato sconcertante, e tuttora nel silenzio di Confindustria, si appesantisce vedendo i dati dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro relativi al 1°semestre 2020 sulle attività di prevenzione: la preziosa attività degli ispettorati vede la nostra Emilia al primo posto nazionale assoluto e con Modena prima delle province. Un quadro grigio-scuro tenuto ben al centro della attenzione e vertenzialità del sindacato, ma che dovrà ben più coinvolgere le realtà istituzionali e delle rappresentanze imprenditoriali nei territori». —

F.D.



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