Mascherina obbligatoria e niente balli ma sarà la “festa del patto” tra Pd e M5S
Da mercoledì la kermesse nazionale. «Massima attenzione alle regole, si torna a confrontarci sul futuro del Paese»
Mascherina sempre, a parte quando si è seduti a tavola a mangiare. E poi sedie distanziate almeno di un metro e inchiodate al terreno all’Arena sul Lago, ma anche nello spazio per i dibattiti: in entrambi i luoghi non si potrà superare il numero di mille presenti - posto che difficilmente i dibattiti politici si avvicineranno al limite... - che nel caso degli spettacoli dovranno essere prenotati anche per gli eventi gratuiti. E poi c’è il termometro, che rileverà la temperatura di tutte persone che varcheranno la soglia della festa.
Il Pd modenese prova a mettere insieme esigenze di sicurezza e voglia di stare insieme nell’anno dell’emergenza Coronavirus. Lo farà come sempre a Ponte Alto, ma stavolta con un palco più importante: la Festa dell’Unità che partirà mercoledì prossimo a Modena sarà infatti nazionale. Partendo dalle date, il taglio del nastro è previsto per il 26 agosto, per chiudere la kermesse il 13 settembre. Ma non è finita qui, perché la festa prevede un’ulteriore settimana (15-21 settembre) dedicata esclusivamente al provinciale.
Una festa che per l’edizione 2020 ha scelto lo slogan “Bella ciao”, confermando in gran parte la formula classica della kermesse, dalle iniziative politiche agli spettacoli dal vivo, passando ovviamente per i ristoranti, che quest’anno saranno tredici: dieci saranno gestiti dai volontari, con la novità del supporto di tre circoli - una cinquantina di persone provenienti da Scandiano, Casalgrande e Rubiera - della provincia di Reggio Emilia, mentre tre locali saranno gestiti dai privati. «La nostra è una comunità che si sta dimostrando capace di resistere - commenta il responsabile Organizzazione del Pd nazionale Stefano Vaccari - pur con mesi così difficili alle spalle, i nostri volontari sono al lavoro da settimane per creare le condizioni per tornare a confrontarci, discutere e far festa insieme». Un apposito protocollo è stato messo a punto per consentire lo svolgimento in sicurezza delle iniziative. Così, se i posti a sedere sono stati ridotti del 30% - il numero complessivo per i ristoranti gestiti dai volontari è di 2350 - l’area che ha subito più modifiche è quella dedicata agli spettacoli: le sedie sono state inchiodate al terreno, con posti numerati (al massimo mille) e distanziati. Discorso diverso per balli e balere: tutte le attività sono state cancellate, in linea con le disposizioni anti-contagio. Misure simili per la sala conferenze, dove le sedie sono state distanziate di almeno un metro e agganciate al suolo, mentre per le attività espositive sono stati predisposti percorsi a senso unico.
I filoni attorno a cui si sviluppa il programma degli incontri politici previsti sono essenzialmente due: gli importanti anniversari che cadono quest’anno - dai 40 anni dalla strage di Bologna e Ustica ai 75 delle Feste de l’Unità, dai 50 anni dello Statuto dei Lavoratori ai cento dalla nascita di Nilde Iotti - e i temi di stretta attualità per la ripartenza del Paese: scuola, lavoro, economia ed Europa. Attorno a questi argomenti si sviluppano gli oltre cinquanta dibattiti e le quasi altrettante presentazioni di libri. Diverse anche le mostre, una delle quali dedicata alle donne che hanno fatto la storia del nostro Paese. «Mai come quest’anno è importante ritrovarsi alla festa, perché al tradizionale stare insieme si aggiunge un altro significato: riprendere possesso degli spazi di socialità - spiega il segretario provinciale del Pd modenese Davide Fava - una socialità che vuol dire stare tra amici, parlare di politica, divertirsi, ma anche resistere. Questa comunità resistente accoglie la Festa dell’Unità nazionale - chiude Fava - ed è quindi con grande orgoglio che diamo il benvenuto a tutti coloro che vorranno venire a trovarci». —
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