Goldoni, incontro rinviato «Restiamo molto preoccupati»
Slitta ancora una volta l’incontro con i referenti della Goldoni e così l’appuntamento di ieri è stato posticipato al 1 settembre. Rimane però nel limbo il futuro aziendale in attesa della presentazione del piano di concordato atteso per il 14 settembre e soprattutto del nuovo piano industriale che andrà illustrato alle parti. Il Tavolo regionale di Salvaguardia occupazionale sarà comunque il primo, determinante passo per capire quali siano le strategie delle proprietà cinese. E il 1 settembre convergeranno all’assessorato alle Attività Produttive della Regione i sindaci di Carpi e Rio Saliceto, vertici aziendali della Goldoni e consulenti, Confindustria Emilia Centrale, Commissario della procedura, Rsu aziendali e sindacati.
Il rinvio è stato chiesto dall’azienda “a causa di nuovi elementi che non avrebbero consentito di dare informazioni compiute rispetto alla presentazione del piano industriale”.
«La vicinanza tra l’incontro del 1 settembre e la scadenza del 14 - scrivono l’Rsu aziendale e la Fiom/Cgil - rappresenta un elemento di forte preoccupazione, i tempi stretti lasciano poco spazio di trattativa alle parti. Anche per queste ragioni, l’assessorato alle Attività Produttive della Regione si è prontamente attivato e incontrerà la proprietà il 25 agosto. Chiediamo responsabilità e coerenza alla proprietà cinese di Arbos Group, di cui fa parte la Goldoni ed alla stessa casa madre Lovol Arbos Group. Va ricordato a tale proposito, che la proprietà cinese, fin dal primo incontro del 4 marzo, ha escluso la delocalizzazione dello stabilimento da Migliarina e, nella lettera del 22 aprile, in risposta alla lettera di sollecitazione del piano industriale inviata il 15 aprile sottoscritta assieme ai sindaci di Carpi e Rio Saliceto dalla Rsu e dalla Fiom, si è impegnata formalmente a trovare soluzione alla situazione in cui versa l’azienda, attraverso la presentazione di un piano industriale per superare la situazione di crisi. Ci si aspetta quindi che i nuovi elementi che hanno fatto slittare l’incontro portino alla definizione di una proposta concreta da sottoporre al Tribunale di Modena, supportata da una accordo sindacale condiviso dai lavoratori». —
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