Mammi scrive al ministro per la raccolta del pomodoro
La Regione Emilia-Romagna interviene a sostegno delle Organizzazioni di Produttori del pomodoro da industria chiedendo l’attivazione straordinaria del ritiro del prodotto dal mercato per mancata raccolta, prevista in casi eccezionali nell’ambito dei Programmi Operativi dell’OCM Ortofrutta.
L'alternarsi di piogge e forte caldo tra la fine luglio e l'inizio agosto ha portato i pomodori nei campi emiliano-romagnoli a “esplodere”: le coltivazioni sono maturate contemporaneamente, creando una vera e propria "emergenza pomodoro" per gli agricoltori, dal momento che la programmazione della produzione prevede una raccolta scaglionata su più settimane. E le imprese di trasformazione, pur registrando ritiri giornalieri con quantità record, non riescono comunque a ritirare tutto il prodotto maturo presente nei campi, che quindi rimane lì destinato a essere distrutto. Si tratta di oltre 37mila ettari coltivati nel 2020 nel bacino della OI Pomodoro Industria Nord Italia di cui più del 66% si trovano in Emilia-Romagna (oltre 10mila a Piacenza, più di 6mila e 700 a Ferrara, più di 4mila a Parma, poco meno di 2mila a Ravenna, oltre mille e cento a Reggio Emilia, più di 800 a Modena e 320 a Bologna). Una situazione di emergenza su cui è tornato l’assessore regionale all’agricoltura, Alessio Mammi, con un’altra missiva indirizzata alla ministra Teresa Bellanova chiedendo misure di indennizzo agli agricoltori per la mancata raccolta. —
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