Affitti per studenti: Modena è prima in Italia per il calo dei prezzi (-23%)
Si è passati da 325 a 250 euro. Alessio Dondi di Udu: «Molti sono andati via per il Covid e ci hanno chiesto aiuto»
Giovanni Medici
Il lockdown e le incertezze sul futuro delle lezioni “in presenza” nelle Università stanno mettendo in difficoltà il mercato degli affitti per gli studenti.
Meno richieste di sistemazione e più a buon mercato; sembra questo infatti il leit motiv che si desume dai dati che la catena specializzata “Solo Affitti” diffonde come di consueto da alcuni anni nel mese di agosto e relativi al costo della pigione pagata da chi è fuori sede. La media nazionale (306 euro per una stanza singola, 214 per un posto in camera doppia) evidenzia una riduzione di circa il 2% dei prezzi. Genova ad esempio fa registrare il maggiore calo per le singole (-17%, 50 euro), ma in questa speciale graduatoria è seconda a Modena: nella nostra città nel 2020 una sistemazione è costata ben il 23% in meno dell’anno scorso, passando da 325 a 250 euro circa.
«Questi dati non mi sorprendono. La flessione l’abbiamo notata e proprio in occasione del lockdown come Udu abbiamo infatti deciso di dare vita allo sportello SOS Affitto assieme a Sunia/Cgil: sono arrivate molte richieste di aiuto e di assistenza da parte di studenti che hanno stipulato un contratto d’affitto con privati, ma che da diverse settimane avevano lasciato vuoto l’appartamento a causa della pandemia». Alessio Dondi è il coordinatore di Udu, Unione Universitaria di Modena e Reggio Emilia, ed è membro del Senato Accademico di UniMoRe. «Molti “fuorisede” hanno lasciato la casa dove hanno abitato a Modena per anni visto che le lezioni del primo semestre si sono tenute a distanza. Tanti però - spiega - si sono ripromessi, una volta chiarite sia la situazione epidemiologica del paese che le modalità con le quali da settembre si tornerà a lezione, di cercare una nuova sistemazione in città».
Gli studenti di Unimore sono circa 25mila, 17mila dei quali sotto la Ghirlandina. Circa 3.000-3.500 sono i veri “fuorisede”, coloro cioè che risiedono qui (provenienti da città o regioni più o meno lontane) in abitazioni o sistemazioni private o nelle diverse strutture dell’Agenzia regionale per il diritto agli studi superiori (Er.Go) o dell’ateneo stesso. Il pubblico copre circa il 20% delle richieste, il resto è appannaggio degli affittacamere e dei modenesi che hanno appartamenti da mettere a disposizione degli studenti. Milano e Roma sono le città nelle quali il costo degli affitti delle stanze è più alto. Una singola costa infatti mediamente 592 euro a Milano, 429 a Roma e 383 a Bologna mentre il costo a persona di una doppia è di 421 euro a Milano, 273 a Roma e 250 a Bologna. Le agenzie aderenti a “Solo Affitti” segnalano poi una crescita rispetto all’anno scorso delle ricerche di immobili non condivisi (monolocali o bilocali ad esempio, anziché i classici appartamenti affittati per stanze) di otto punti percentuali rispetto al 2019. Se lo scorso anno il 20% degli studenti voleva immobili nei quali vivere in maniera totalmente autonoma, quest’anno la quota di ragazzi e ragazze che scelgono di non condividere con altri i propri spazi è salita al 28%. «Il calo delle richieste di stanze era facilmente prevedibile visto il periodo - commenta Silvia Spronelli, Ceo di “Solo Affitti”, rete nazionale di oltre 350 punti vendita in franchising specializzate nel settore delle locazioni - Nel frattempo, vista l’incertezza, diversi proprietari potrebbero garantirsi un reddito da locazione scegliendo di spostare l’immobile dal mercato degli studenti al target delle famiglie con figli, che ricercano appartamenti spaziosi e la cui richiesta non manca di certo». —
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