«Con noi le campane tornano a suonare Serve solo passione»
L’Ucm si occuperà della manutenzione e della valorizzazione del patrimonio comunale. «I rintocchi sono vita della comunità»
Cultura e musica, solidarietà e… gioco con l’Unione campanari modenesi (Ucm). Nella zona di Sant’Agnese le note si sono propagate ieri mattina. Una piccola esibizione davanti alle telecamere per «valorizzare la cultura campanaria». Le parole sono di Davide Zanasi, vicesegretario dell’Ucm.
L’Unione ha sottoscritto con il Comune una convenzione per tutelare e valorizzare il patrimonio comunale, ora riconosciuto d’interesse storico. Un patrimonio «materiale e soprattutto immateriale» che va al di là delle campane. In collaborazione con la Soprintendenza, gli appassionati dell’Unione passeranno in rassegna le campane e i campanili modenesi. Avranno accesso al campanile della Ghirlandina e alla torre dell’orologio del Municipio. Alle campane del Tempio e delle chiese del Voto, di San Biagio, di Sant’Agostino, San Barnaba e delle chiese comunali in genere.
L’Ucm gratuitamente darà consulenze e stenderà relazioni sullo stato dei beni. Cataloghi, schede e fotografie si alterneranno a iniziative per valorizzare campane e affini. «Purtroppo il 2020 è un anno difficile per gli eventi - prosegue Zanasi - ma andremo a suonare nelle parrocchie che avrebbero dovuto ospitare le sagre. Magari non ci sarà la festa o la cena, ma le campane ci sono». Una presenza che l’Ucm non ha fatto mancare in momenti difficili dell’ultimo decennio. I componenti dell’Unione hanno abbracciato sia la Bassa sia l’Abruzzo, luoghi uniti dalla tragedia del terremoto. Nei giorni del lockdown, hanno spezzato il silenzio dell’emergenza sanitaria. «Le campane rappresentano uno strumento non slegato dalla vita - assicura il campanaro - e ne abbiamo riscoperto il valore durante la pandemia. Quando gli unici rumori erano gli elicotteri, le sirene e poco altro abbiamo invitato la Diocesi a far suonare tutte le campane alle 19». L’anno scorso l’Unione, dedicata ad Alberto Corni, aveva suonato ai piedi della Ghirlandina. In piazza Grande si celebravano i 700 anni della torre simbolo di Modena. Il 22 aprile hanno valorizzato le campane della torre dell’Orologio per celebrare i 75 anni della Liberazione di Modena. Lo stesso Zanasi ha suonato la prima nota. Un suono rigorosamente a mano perché «se prodotto con il computer farebbe perdere alle campane l’identità di strumenti musicali».
Zanasi deve constatare che molte campane comunali hanno bisogno di una cura ricostituente: «Quasi tutte non sono suonabili manualmente, a volte sono in situazioni preoccupanti». Sulla base della convenzione, gli interventi per restituire i suoni giusti alle campane spettano all’amministrazione. A fianco dei campanari potrà così intervenire una squadra formata da architetti, ingegneri, restauratori e operatori culturali. La convenzione non comporta spese per il Comune, salvo quelle eventualmente decise con atti. Resterà valida fino al 2025 ed è rinnovabile. Le sfide non mancano. «Non è necessario essere musicisti né avere una particolare forza fisica per suonare le campane - spiega Zanasi - S’impara a conoscere un mondo particolare, ad affrontare situazioni e suonate difficili. È un gioco che si tramanda di generazione in generazione. Siamo sempre alla ricerca di nuove leve. A Sant’Agnese ieri c’erano quattro under 30 su otto campanari». —
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