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l’allarme 

La protesta arriva dagli orti: «Dateci l’acqua che ci spetta»

Alfonso Scibona
La protesta arriva dagli orti: «Dateci l’acqua che ci spetta»

L’associazione si rivolge al consorzio di bonifica “Parmigiana Moglia Secchia” «Così non innaffiamo e rischiano di morire pesci e tartarughe del laghetto»

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Allarme ambientale lanciato dai soci degli orti sassolesi scesi sul piede di guerra a causa della carenza d’acqua necessaria per innaffiare le proprie colture. Nel mirino il consorzio di bonifica “Parmigiana Moglia Secchia” reo, a loro dire, di «lesinare l’acqua» per riservarla esclusivamente ai contadini delle campagne della sponda reggiana e modenese. Oltre alla “secca” per gli orti c’è anche il rischio di una moria di pesci e tartarughe. Ecco nel dettaglio il grido d’allarme da parte di un consigliere dell'associazione. «Noi l’acqua la dobbiamo usare per annaffiare gli orti - ha detto Giorgio Berzellini- e in più nel lago che abbiamo ricavato e da dove attingiamo l’acqua, abbiamo i pesci che, se il livello rimane troppo basso, ci salutano, alzano bandiera bianca e se ne vanno all’altro mondo imputridendo l’acqua e di fatto lasciandoci senza . D’altronde se non ci danno più l’acqua noi siamo in queste condizioni». Non si tratta di una vera e propria polemica e qualcuno ha provato anche a dialogare coi vertici del consorzio: risultato zero. «Loro ci hanno risposto - continua Berzellini - che l’acqua nella diga sul fiume Secchia a Castellarano è diminuita e si trovano nella necessità di alimentare una settimana nel lago reggiano e una settimana nel lago sassolese. Ultimamente ci hanno trascurati proprio nella settimana in cui toccava a noi. Ce l’hanno data un pochino lunedì per 7-8 ore, ma non molta, infatti il livello del lago è rimasto basso. A loro poi, che muoiano o non muoiano i pesce e le piccole tartarughe che abbiamo messo nel lago poco importa. Vorrei puntualizzare che non si tratta di trarne vantaggio: nessuno li pesca, è giusto per rendere il laghetto più vivo». La stagione non aiuta visto che di acqua, dal cielo, ne arriva col contagocce e quindi la preoccupazione avanza. «L’appello è indirizzato al consorzio - conclude il consigliere dell'associazione “Orti sul Secchia” di Sassuolo - perché il Comune c’entra relativamente, c’entra di meno ma se intercede per darci un po’ di aiuto lo ringrazieremo. Non vogliamo il lago pieno e strapieno ma almeno coi ritmi di qualche settimana fa, dividendo l’acqua tra sponda reggiana e sponda sassolese non sarebbe male». Si tratta anche di una sensibilità ambientale ad ampio raggio visto che ci sono diverse componenti: gli anziani, gli orti, i pesci e le tartarughe d’acqua. Ma se gli animali muoiono? «Non potremo usare l’acqua putrida se i pesci cominciano a morire - conclude Berzellini - poi ci sono anche le tartarughe, ma sono in secondo piano. Sono i pesci anche di grossa taglia che, se muoiono, fanno marcire l’acqua, rendendola inutilizzabile. Questo i dirigenti del consorzio lo capiscono oppure no? Spero che questo appello arrivi a destinazione entro poche ore, non giorni, poche ore». —



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