Gazzetta di Modena

Modena

FINALE 

Paganelli, dimissioni e bordate «La situazione è insostenibile»

Francesco Dondi
Paganelli, dimissioni e bordate «La situazione è insostenibile»

L’assessore lascia: «Lavori pubblici bloccati, Alberti va spostato e guai in vista Volevo aiutare il paese, ma non sono lì per alzare la mano, sindaco inadeguato»

3 MINUTI DI LETTURA





/ FINALE

Ha salutato i dipendenti che ha incontrato nell’ultimo ingresso in municipio da assessore e poi, alle 8.40, ha depositato le proprie dimissioni “irrevocabili”. Fernanda Paganelli lascia le poche deleghe rimaste - dopo l’esautorazione di luglio sancita dal sindaco Palazzi - e se ne va, senza risparmiare critiche all’attuale amministrazione e a qualche settore del Comune.

Assessore, perché lascia?

«La situazione era insostenibile e lo è diventata ancora di più nell’ultimo periodo. Togliermi alcune deleghe è stato un primo elemento critico poi c’è l’inchiesta dei carabinieri sull’ufficio Lavori pubblici che non può lasciare tranquilli».

Lei è sempre stata piuttosto critica sul capo ufficio Alberti.

«In municipio ho trovato molto personale disponibile e impegnato che ringrazio, si sa chi lavora e chi non lavora. Con alcune posizioni organizzative, penso a Milena Neri, Tiziana Forni, Mila Neri e anche Roberto Aleotti, si è operato molto bene, ma su Alberti cosa devo dire? La ricostruzione non è mai decollata negli ultimi tre anni, nessun cantiere è partito materialmente. Non so perché il sindaco abbia così tanta fiducia, io più volte sono stata critica e non ho sostenuto le posizioni di Palazzi in Giunta. Non sono qui per assecondarlo, ma per aiutare la mia città. Ho sempre avuto ottimi rapporti con la Regione di collaborazione e fiducia, ma non si può andare allo scontro su tante cose, serviva collaborazione e servirebbe anche riprogrammare il servizio della Polizia locale. Arriveranno tre agenti, ma c’erano strade per averli prima e più in fretta...».

Ci sono progetti di cui va fiera?

«Volevo fare la cittadella giudiziaria con gli uffici di prossimità del tribunale e anche quelli del Corecom, vediamo se sono in grado di portare avanti questo progetto che ha già delle basi su cui operare. Avevo proposto uno studentato nell’ex Sacro Cuore. Ho sistemato i contratti dei dipendenti che da anni nessuno più toccava; abbiamo introdotto l’anagrafe nazionale che ci permette di fare ricerche senza attendere altri Enti; avevo ottenuto parere positivo per la casa del commiato accanto al cimitero...».

Ma?

«La Regione ha bocciato due volte il progetto perché siamo sempre lì, torniamo ai Lavori pubblici e alla sua conduzione. Mi vergogno per la condizione dei cimiteri, ho fatto dure relazioni ma non sono mai state prese in seria considerazione».

Dicono che lei voglia candidarsi a fare il sindaco.

«Palazzi ha detto che si ricandida».

Se ne va per paura dell’indagine dei carabinieri?

«Me ne vado perché non sto a farmi logorare e ad assistere a certe cose. Dopo l’acquisizione dei carabinieri, Alberti andava subito spostato, ma non è così. Si parla di legalità, benissimo, io ne sono una paladina e l’ho sempre sostenuta. Abbiamo un segretario comunale preparato e serio, non a caso in molti lo vogliono a sovrintendere e spero che possa restare a Finale a tempo pieno perché una realtà che ha 50 milioni di euro di opere pubbliche per la ricostruzione necessita di tale tutela. E lo stesso vale per il responsabile dei Lavori pubblici che invece, come ha fatto notare più volte l’opposizione, aveva incarichi altrove. Serve amore per il paese, ma serve anche avere le capacità di guidare un sistema importante come un ente pubblico». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google