Comitato senza soldi Il rimborso sui nomadi non è stato mai pagato
Il gruppo di Cortile in tribunale per opporsi al trasferimento I giudici lo hanno condannato a pagare le spese legali
Era stata una battaglia campale, in cui per oltre un anno il comitato di Cortile si era schierato compatto contro l’allora amministrazione guidata da Enrico Campelli. L’oggetto del contendere era l’ordine di trasferimento di alcune famiglie nomadi dal capoluogo in via Dei Fuochi (ipotesi poi abortita) e nell’ex scuola della frazione, dove effettivamente ancora sono. «Date casa a loro e non ai terremotati», si arrivò a dire in quei frangenti in cui anche la politica si schierò, chi con i cittadini e chi con l’amministrazione. Ma in quella stagione non vi furono margini di trattativa, arrivando infatti ad un acceso scontro culminato con i ricorsi ai tribunali amministrativi da cui il Comitato è sempre uscito sconfitto. E per i quali è stato anche condannato a pagare le spese di lite, quantificate in poco più di 5700 euro. Ma a distanza di diversi anni - la prima pronuncia del Tribunale amministrativo di Bologna era arrivata nel gennaio 2014 con la bocciatura della richiesta di sospensiva, a cui aveva poi fatto seguito analogo provvedimento del Consiglio di Stato - la situazione è destinata a giungere al capolinea. Non a caso nel 2019 il presidente del Tar di Bologna ha giudicato “perento” il ricorso. E con esso ha anche reso inappellabili i rimborsi pecuniari sanciti dai giudici, che avevano condannato i cittadini di Cortile al pagamento delle spese legali.
Ora però emerge che l’allora Comitato risulta non avere la forza economica per saldare il conto. Lo svela una determina dirigenziale del 4 agosto firmata da Mario Ferrari, che ricostruisce la vicenda, mette a bilancio il denaro e racconta anche di come, fin dal 2019, l’avvocato incaricato dal Comune di Carpi, Maria Elena Maratia abbia messo in mora le controparti con una missiva del 28 ottobre, sollecitando il pagamento. Ma i ricorrenti “lamentando difficoltà economiche non hanno ancora provveduto”, scrive Ferrari.
C’è stato poi un tentativo alternativo con una proposta di pagare meno di quanto stabilito dai tribunali, ma il Comune - era il 26 luglio 2020 - ha bocciato la proposta “transattiva dei medesimi, chiedendo all’avvocato Maratia di richiedere alla controparte il pagamento di un acconto di almeno 2mila euro e una proposta di rateizzazione del saldo”. In attesa di capire se il Comitato accetterà la mediazione che tende ad evitare altri contrasti con un gruppo di cittadini, il Comune ha comunque disposto di accertare i 5700 euro in entrata e annotarli a bilancio. —
F.D.
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