Due chiese per gli ortodossi «Giusto dar loro un luogo»
la novità
Due chiese cattoliche, diventate ortodosse per un accordo con la Diocesi, sono un punto di riferimento sicuro per le 900 famiglie di fedeli della zona. Quello che un anno fa sembrava un accordo sperimentale è diventato un sicuro passo in avanti verso l’ecumenismo e l’unità dei cristiani, con reciproca soddisfazione.
La cappella liturgica del Nazareno in via Peruzzi 38 è stata affidata alle cure della comunità rumena animata dal pope Vasile Bavalasc, mentre quella di Quartirolo è patrimonio della comunità moldava guidata dal pope Arcadie Porcescu. In entrambi i casi non c’è nessun affitto e solo un impegno reciproco sfociato in una convenzione; i fedeli dell’altra confessione si occupano ovviamente delle spese vive, dal riscaldamento all’illuminazione e la normale manutenzione.
Un anno di lavoro ha permesso di poter istituire i corsi di catechismo ma il Covid ha fermato tutte le iniziative comunitarie, compresa la merenda alla fine della messa che è un punto fermo dopo una celebrazione liturgica che dura tre ore».
«Le nostre messe, con tutte le preghiere cantate durante il rito, sono decisamente più lunghe di quelle del rito latino - spiega padre Bavalasc, che tra l’altro è in cerca di lavoro come meccanico, idraulico o autista viste le magre entrate che può garantirgli la comunità - Però noi siamo contenti di poter avere una nostra chiesa, pregare Dio nella nostra lingua e seguire i nostri riti. È una comunità piccola e i miei connazionali sono molto impegnati. Però con l’aiuto del Cielo speriamo che le cose potranno migliorare». Così dicendo si prepara per l’appuntamento di domenica, sistemando arredi e paramenti sacri e in modo da incontrare i fedeli alle 9.30. Anche padre Porcescu deve dividersi tra Carpi e altre realtà in cui la sua presenza di religioso viene richiesta ma anche lui, che pure abita a Carpi, deve organizzare in maniera ferrea la settimana per poter essere in città ogni sabato e domenica.
«Nella nostra tradizione - sottolinea fiducioso il vicario del vescovo, monsignor Gildo Manicardi - ci sono personalità che hanno avuto il carisma dell’evangelizzazione a fianco dei migranti nell’ultimo secolo, tra Ottocento e Novecento. Penso agli Scalabriniani, ai Saveriani e ad altri così importanti per i nostri emigrati all’estero. Noi quindi abbiamo voluto mettere i fedeli cristiani di quella confessione in condizione di poter avere un loro luogo di preghiera». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
