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Scivola nelle cascate, paura per un bimbo

Daniele Montanari
Scivola nelle cascate, paura per un bimbo

Era con la madre di Formigine al Doccione ed è caduto in acqua venendo trascinato per metri: trauma cranico e frattura

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Scivola nelle cascate e viene trascinato via dall’acqua, sotto gli occhi della madre sconvolta. Bruttissima avventura ieri pomeriggio per un bambino di 11 anni di Formigine, che con la famiglia stava vivendo una giornata di relax in uno dei luoghi più belli dell’Appennino: le cascate del Doccione, perla fananese in zona Fellicarolo. Accessibili in tutte le stagioni, grazie a un comodo sentiero, sono sviluppate su 120 metri, di cui 24 in salto verticale.

L’allarme è scattato verso le 15.30: mentre stava costeggiando a piedi le cascate lungo il sentiero, spinto dalla curiosità il bimbo si è sporto troppo ed è caduto, scivolando per trenta metri lungo la parete rocciosa su cui scorrono le acque, per fortuna in questa stagione a bassa portata. L’urto è stato forte: il bambino ha riportato la frattura di una gamba e un trauma cranico, ma è rimasto sempre cosciente. La madre ha chiamato subito il 118: sul posto l’ambulanza, l’elicottero 118 di Pavullo, gli operatori del Soccorso Alpino del Cimone e i carabinieri di Fanano. Il personale sanitario è stato sbarcato dall’elicottero col verricello direttamente sul luogo dell’incidente, vista l’impossibilità d’atterraggio, con l’assistenza a terra della squadra Saer. Per lo stesso motivo il bimbo è stato recuperato col verricello e portato in volo al Policlinico di Modena per le cure alla gamba e tutti gli accertamenti necessari a fronte del trauma cranico. Non corre comunque pericolo di vita, ma quest’avventura se la ricorderà di certo per parecchio.

Poco prima i tecnici del Saer erano intervenuti nello scenario di altre bellissime cascate: quelle del Cascadore, a Sant’Annapelago. Non per una caduta in questo caso, ma per un malore. A sentirsi male una 53enne di Maranello che era arrivata per fare una passeggiata in compagnia della figlia. Imboccato il sentiero Cai 459 le due hanno percorso la salita finché a poche centinaia di metri dall’arrivo la madre si è accasciata a terra priva di forze, ma cosciente. La figlia ha chiamato subito il 118 che ha inviato sul posto la squadra in pronta partenza del Saer Cimone (con un infermiere) che dopo 45 minuti di faticoso avvicinamento ha raggiunto la paziente. Dopo aver valutato i parametri, l’infermiere ha chiesto anche in questo caso l’intervento dell’elicottero perché la 53enne era ancora instabile e il tragitto da fare con la barella molto lungo e impervio. È stato quindi fatto decollare l’elicottero 118 di Pavullo, con a bordo un tecnico di elisoccorso del Saer. Valutata anche dal medico, la donna è stata recuperata direttamente sul posto con il verricello data l’indisponibilità di un'area d’atterraggio, e trasportata al campo sportivo di Sant’Annapelago, dove ad attendere c’era l’ambulanza che ha provveduto a trasferirla all’ospedale di Pavullo per accertamenti. —

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