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Bruciate trecento rotoballe, salve le mucche

Stefano Totaro
Bruciate trecento rotoballe, salve le mucche

Rogo all’azienda agricola Bonlatte di Madonna dell’Oppio. Operazioni lunghe, si cerca di evitare il fumo nelle stalle

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Trecento rotoballe che dall’altra sera sino ad oggi continuano a fumare, a distruggersi lentamente alimentate dal vento che, per adesso e per fortuna, non sta soffiando verso i grandi stalloni dove ci sono le mucche da latte. Se dovesse accadere che il fumo iniziasse ad invadere l’azienda agricola attaccando direttamente gli animali, allora i vigili del fuoco sarebbero costretti ad intervenire, smassando con vigore, gettando acqua, creando una nuova barriera. Due squadre dei vigili del fuoco sono infatti impegnate da venerdì sera, verso le 23, a Manzolino di Castelfranco, presso l’allevamento Oppio, nella grande azienda agricola della società cooperativa agricola Bonlatte, nella località Madonna dell’Oppio.

A prendere fuoco un “filare” di rotoballe, quello collocato nella parte più esterna, nella apposita area verde in fondo agli stabilimenti, poco dopo gli stalloni.

Ogni raggruppamento di rotoballe era coperto dagli appositi teloni. A causare il rogo, con ogni probabilità, è stata l’autocombustione: è bastato un residuo di umidità all’interno di una o più balla per creare gas e calore sino ad arrivare a una brace, un rogo che ben presto ha attaccato più fieno espandendosi in tempi rapidi.

E in tempi rapidi le squadre dei vigili del fuoco, allertate dai custodi dell’azienda agricola, sono dovuti intervenire per evitare che l’incendio potesse propagarsi anche al più vicino cumulo di rotoballe coperte da telone e, ancor peggio, potesse raggiungere le grandi stalle.

Fortunatamente l’allerta è giunta in tempo e l’intervento si è verificato efficace: l’azienda agricola ha potuto salvare circa 170 rotoballe che sono state risparmiate dal rogo, spostandole in un’altra area verde poco distante. Ma le operazioni, come accennato, non sono ancora finite. I vigili del fuoco restano a presidiare, non hanno voluto smassare (aprire cioè le rotoballe, fare entrare aria, facendo bruciare più in fetta il cumulo) per evitare che il fumo potesse ammorbare il bestiame, piuttosto vicino al luogo dell’incendio. Il vento sino a ieri ha soffiato verso l’esterno: i pompieri hanno quindi preferito che la combustione del cumulo preceda lentamente, senza arrecare rischi. Oggi probabilmente, se tutto andrà bene, potranno dichiarare il cessato pericolo. Se invece hanno dovuto utilizzare i getti d’acqua, facendo diventare umida la massa di fieno, i tempi si allungherebbero. Ancora dunque un incendio nel Modenese di rotoballe o di balloni e ancora quindi danni e denaro letteralmente “in fumo” per le attività agricole locali.

Tra gli incendi il più devastante quello di un mese fa all’azienda agricola Hombre, in strada Corletto sud a Modena: sono ancora in corso le operazioni di smassamento delle oltre 800 balle di fieno bruciate e “stoccate” umide in un area di un ettaro nell’azienda. Dopo le proteste dei cittadini, si sta cercando di ovviare alla nube di fumo che si sprigiona e si espande nei dintorni e in città arrecando forti fastidi. —

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