Gli Amici della bici «Ciclabili d’emergenza in alternativa ai bus»
La Fiab scrive a Muzzarelli prendendo a modello Verona: «Una rete di piste aiuterebbe a risolvere il nodo scolastico»
Che fine ha fatto la rete di mobilità ciclistica d’emergenza approvata dal Consiglio comunale nel luglio scorso? A chiederlo è la Fiab, la Federazione Amici della Bicicletta di Modena, che incalza così l’amministrazione comunale nella rapida realizzazione della rete di mobilità pensata e già realizzata da diversi Comuni - come quello di Verona - dopo la prima fase dell’emergenza Covid-19. «A venti giorni dalla riapertura delle scuole - scrive la Fiab in una lettera al primo cittadino - sollecitiamo il sindaco Muzzarelli per ricevere un aggiornamento sulla predisposizione della rete di mobilità ciclistica d’emergenza, votata in Consiglio a luglio e più volte proposta dall’associazione dei ciclisti all’amministrazione come una delle soluzioni utili a risolvere l’accesso alle scuole di studenti e insegnanti alla ripresa scolastica di settembre. La realizzazione di una rete ciclabile d’emergenza - incalza il presidente Eugenio Carretti - che utilizza le corsie ciclabili per potenziare i collegamenti della rete esistente, favorirebbe gli accessi in sicurezza alle scuole, se abbinata a un contestuale abbassamento della velocità di transito delle auto a 30 chilometri all’ora su quelle stesse strade». Ricordando la distinzione tra i due percorsi, il presidente degli Amici della Bicicletta ricorda che «in genere la pista ciclabile occupa uno spazio proprio, ricavato anche su un tratto di marciapiede, ed è ben separata dalla strada. La corsia ciclabile è invece una striscia di carreggiata, posta sul lato destro e divisa dalla strada da una striscia discontinua bianca. ed è realizzabile in tempi molto più brevi e costi estremamente più contenuti».
Proposte che l’associazione modenese ha già avanzato «ad aprile a tutte le amministrazioni della provincia, invitando loro a dotarsi di corsie ciclabili per potenziare i collegamenti con le frazioni vicine - ad esempio la ciclabile d’emergenza fra Modena e Nonantola, che avrebbe potuto essere utilizzata come alternativa all’auto o al trasporto pubblico da almeno 600 studenti che tutti i giorni si spostano per raggiungere gli istituti scolastici della città - e favorire gli accessi alle scuole con la bicicletta anziché con l’auto privata, per contrastare l’aumento esponenziale degli spostamenti in auto registrato con l’emergenza sanitaria».
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