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Torna il mercato contadino ma i clienti mancano ancora

Gabriele Farina
Torna il mercato contadino ma i clienti mancano ancora

Il rientro nella sede di via Alghisi: pareri concordi di ambulanti e clienti su parcheggi e spazi Discussioni infinite solo sulle mascherine: «Sempre troppi quelli che non le portano» 

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tra i banchi

Gabriele Farina

Il ritorno al Foro Boario c’è stato. Il ritorno dei clienti è un piacere fortemente atteso, ma non sempre assaporato. Gli ambulanti del mercato contadino sono tornati a casa.

Sotto il tetto della struttura di via Alghisi stanno ritrovando una nuova normalità. Una normalità in cui la mascherina è d’obbligo, resistere un imperativo morale. Il 2020 si sta dimostrando un anno provante. Dopo la chiusura per l’emergenza sanitaria, il trasloco momentaneo in via Ugo da Carpi aveva creato numerosi malumori.

«Era molto triste, non era il luogo ideale», spiega Sara Zanta. L’ambulante si alterna con il marito tra i banchi dell’attività. «Al Foro Boario c’è il posto all’ombra, siamo al coperto, c’è accanto un parcheggio», elenca Zanta. Negli scorsi mesi, l’associazione La Festa aveva alzato gli scudi con il proprio gruppo di acquisto solidale. Per l’associazione la sede momentanea scelta era «penalizzante e del tutto inadeguata».

Dal voto negativo in pagella la richiesta di trasferire il mercato al Foro Boario appena possibile. Finita la sanificazione Ausl, il primo agosto è avvenuto il ritorno a casa.

«Va molto meglio - ribadisce Eddie Sabbioni, da un bancone dell’altro lato - perché prima eravamo in un vicolo, non nella piazzetta di via Ugo da Carpi. La gente è abituata a venire qui al Foro Boario».

Per Purna Tonioni la nuova sistemazione «va molto meglio». I motivi sono diversi. «I clienti hanno un posto dove parcheggiare - prosegue il giovane - Inoltre il mercato è coperto. Le persone con disabilità vi possono accedere. Sia d’estate sia d’inverno è meglio. Vicino c’è un parco per i bambini, in cui possono andare a giocare».

«In via Ugo da Carpi andava peggio», ribadisce Federico Spagni dall’attività più vicina all’ingresso sulla sinistra. Per Spagni, tuttavia, il «meglio» del ritorno a casa è decisamente relativo. «Sta andando male - assicura Spagni - perché c’è poca gente: sono tutti al mare». «Lo vedete da soli come va», il commento di un’esercente accanto a Spagni.

Il distanziamento non appare un problema. È un sabato mattina, il terzo dal ritorno in via Alghisi. Le lancette hanno da poco superato le 9,30 e i clienti non raggiungono quota trenta. Tre giovani si allontanano dall’ingresso principale mentre una coppia con una carrozzina entra dall’accesso laterale. Due clienti dai capelli grigi caricano la spesa sulla bici prima di rimettersi in marcia.

Da un estremo all’altro del mercato muoversi è agevole.

I banchi maggiormente affollati dai clienti vedono quattro o cinque persone che osservano i prodotti nell’attesa de turno. In molti casi, gli esercenti al di là dal bancone possono tranquillamente alternarsi nell’offrire il servizio agli acquirenti. In tante oltre occasioni, è possibile stare a riposo… relativo.

La mascherina è infatti diventata un segno distintivo.

Un biglietto da visita come i prodotti sul bancone. Così agli esercenti occorre avere ancora pazienza e sopportare. Serve fare buon viso a cattivo gioco, per quanto il buon viso possa non essere apprezzato da dietro i dispositivi di protezione individuali. «La mascherina dà fastidio - riconosce Tonioni - e nemmeno con il passare del tempo ci si abitua». Così una soluzione diventa far respirare almeno le narici quando i clienti sono lontani. Appena qualcuno si avvicina al banco, un movimento dal basso verso l’alto consente di coprire il naso oltre alla bocca. Al rispetto delle norme sono chiamati i clienti stessi. Le prospettive in questo caso sono diverse.

«I clienti più o meno la portano», rivela Zanta. In quel momento i comportamenti appaiono corretti. L’esercente assicura però come non manchino i casi in cui «qualcuno non la tiene in modo corretto». Proteggere il mento non equivale a proteggere la bocca. «Se non si tiene nel modo giusto è come non averla - prosegue Zanta - In generale, sono tutti abbastanza bravi». «La gente porta le mascherine», il giudizio tranciante di Sabbioni. L’esercente va in controtendenza con i prodotti venduti. Mentre la maggior parte si concentra su generi alimentari, Sabbioni è specializzata nei fiori. Il suo punto di vista è il più roseo. «Dopo l’arrivo del Coronavirus c’è stato un picco negativo - ribadisce Tonioni - ma adesso ci siamo un po’ ripresi. Ad agosto il livello è basso. Speriamo che le persone tornino a settembre». —

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