I genitori alla scuola: «Vogliamo collaborare»
CAMPOSANTO
In paese, nel tempo, si è affermato un comitato genitori molto attivo in ambito scolastico. Gli incontri pre-Covid hanno dimostrato la capacità di intercettare nuovi scenari, ma al momento il dialogo con l’istituto comprensivo è finito in un imbuto e così i genitori hanno scritto anche in Regione per rivendicare il desiderio - e il diritto - di essere protagonisti nelle scelte logistiche sui loro figli. Scelte che la scuola non ha ancora comunicato, chiedendo però collaborazione allo stesso comitato per “vigiliare” gli accessi.
«Abbiamo sempre collaborato con l’istituto comprensivo, non solo proponendo e finanziando progetti didattici, l’acquisto di arredi e materiali - dicono - ma sopratutto promuovendo il coinvolgimento dei genitori alla vita della scuola ponendoci come interlocutore con la stessa e con l’amministrazione comunale, per migliorare i rapporti e la comunicazione scuola-famiglia anche se sovente abbiamo avuto la sensazione che i genitori attivi siano visti come intrusori che vogliono mettere bocca nella didattica. Dalla sospensione delle attività scolastiche ci siamo da subito schierati a fianco di insegnanti e scuola condividendo con loro l’enorme impegno richiesto dalla applicazione della didattica a distanza che senza il nostro contributo non sarebbe stato possibile attuare. Pensavamo che questa collaborazione sincera e leale avesse finalmente abbattuto quel muro di diffidenza che da sempre pesa nei rapporti genitori-scuola. Ci siamo forse sbagliati? I nostri figli hanno diritto di essere rappresentati: escludere la rappresentanza dei genitori dove si decidono tempi, modi, orari, spazi, della ripresa scolastica sia un grandissimo errore che danneggerebbe ancora più profondamente il rapporto scuola-famiglia». —
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