La Sovrintendenza striglia il Comune sulla manutenzione di Villa Sorra
Contestata la situazione del parco e chiesti lumi sui lavori Il vicesindaco: «Zero servizi? Contratto sciolto con i gestori»
CASTELFRANCO
Una tirata d’orecchi bella e buona quella della Sovrintendenza che manda una raccomandata ai quattro Comuni proprietari di Villa Sorra e dell’annessa azienda agricola per richiamare all’ordine gli addetti alla manutenzione. «Parco e giardino storico - fa capire la sovrintendente Ambrosini - versano in una condizione di degrado e la Soprintendenza intende vigilare sulla manutenzione delle aree verdi».
A dare notizia della vicenda è Sabina Piccinini, capogruppo di minoranza a San Cesario, uno dei quattro Comuni proprietari, che a maggio spedì un esposto a Bologna illustrando la mancanza di opere per alberature e siepi. «Appena finito il confinamento con tutti a casa - commenta Piccinini - Villa Sorra è stata affollata da centinaia di visitatori che cercavano spazi aperti. Quest’estate, nonostante il caldo torrido, i visitatori sono stati abbandonati a sè stessi. Niente iniziative culturali, ma soprattutto niente bagni pubblici, niente bar e divieto per gli ambulanti di vendere cibi, bibite o gelati. Eppure la gente a Villa Sorra continua ad andarci nonostante una condizione indegna del prestigio e della bellezza che un tempo erano di questi luoghi.
Lo stesso Comune di Castelfranco Emilia, per mano del suo tecnico, l’architetto Marino, ammette la generale sofferenza della maggior parte degli alberi del parco. Come si è arrivati a questo punto? Per la manutenzione del verde i Comuni proprietari spendono pur sempre 100mila euro l’anno. Cosa fa il dottore agronomo incaricato della cura del Parco e del Giardino storico? Cosa fa il Comitato tecnico-scientifico per la gestione e la valorizzazione di Villa Sorra?»
«Ma come si fanno a dire certe cose? - sbotta il vicesindaco Denis Bertoncelli - Anche quando per ragioni di sicurezza abbiamo abbattuto alberi storici abbiamo progettato la ripiantumazioni con le stesse essenze. Ci sono stati ritardi nella manutenzione di quest’anno? Certo, perchè di mezzo c’è stata quella cosa che si chiama Covid che ha bloccato tutto».
«I soldi? - continua il vicesindaco - Dall’anno scorso era stata affidata per circa 30 mila euro la gestione di bar, servizi igienici, percorsi guidati, visite al giardino e alla limonaia ed eventi culturali a “Cosenza Autentica” che vinse il bando. Quest’anno, con la paralisi per quattro mesi e i divieti di spostamenti tra territori, abbiamo deciso consensualmente di sciogliere il contratto. Ci sarà una nuova gara a fine anno. Poi ci sono quasi 100mila euro per la manutenzione del verde, in parte risparmiati quest’anno perché, ancora per il Covid, i lavori erano vietati. Tutto questo viene rendicontato nella contabilità dei quattro Comuni proprietari con varie quote dell’insieme di Villa Sorra e in cui Castelfranco è capofila, quindi Modena, Nonantola e San Cesario. In più c’è un progetto che vale 5 milioni di euro, di cui tre dalla Regione con i fondi europei, uno dalla Fondazione Cassa, per risistemare l’edificio e le aree vicine con il verde monumentale e farne una vetrina d’eccellenza dell’agroalimentare, tra ristorante e scuola di cucina, sala eventi e questioni collaterali. E per questo è stato contattato anche Massimo Bottura. Sul progetto stanno lavorando gli ingegneri, in tre anni dovremmo farcela. Polemiche a parte». —
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