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Al lavoro in bici: c’è il premio Centinaia pronti a partire

Saverio Cioce
Al lavoro in bici: c’è il premio Centinaia pronti a partire

Ai dipendenti di sette ditte che aderiscono all’iniziativa contributo di 20 cent/km Il massimo mensile è di 50 euro a persona. Fondi gestiti dallo stesso Comune

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MARANELLO

I primi pionieri della mobilità elettrica non si muovono nelle grandi praterie ma tra le strade e le ciclabili a piedi delle colline che circondano Maranello.

Sono sette finora le ditte che hanno aderito all’invito del Comune per partecipare all’iniziativa che favorisce l’uso di biciclette, anche quelle elettriche, nel tragitto casa - lavoro. Nella capitale dei motori i lavoratori che useranno le due ruote elettriche si vedranno riconoscere un bonus proporzionale alla distanza percorsa. Pochi centesimi a chilometro ma che possono arrivare a fine mese a un rimborso totale sino a 50 euro. Un contributo che in Italia è ai primi passi ma che nel resto d’Europa esiste da quarant’anni.

«Ringrazio le ditte che collaborano a migliorare la qualità dell’aria e l’ambiente di Maranello - dice l’assessore alla Mobilità Chiara Ferrari - Grazie a loro possiamo far camminare un’alternativa alle auto. Naturalmente l’adesione è su base volontaria. Per le aziende non ci sono aggravi di costi: la gestione dei rimborsi viene effettuata dal Comune di Maranello assieme alla parte amministrativa. Le aziende devono solo darci conferma della presenza al lavoro per i giorni in cui viene richiesto il contributo allo spostamento. Tutto qui, basta una mail. Noi come Comune poi effettuiamo il bonifico mese per mese».

«Qual’è il gradimento dell’iniziativa? Centianaia le persone che hanno chiesto informazioni e il bando scade il 31 settembre. Sinora c’è un fondo riservato, che arriva dalla Regione, e che arriva a 9 mila euro. Non so prevedere cosa faremo quando sarà esaurito ma molto dipenderà anche dalle politiche della mobilità che attueranno le aziende stesse».

Potrebbero arrivare sponsorizzazioni all’iniziativa? In Comune ci sperano proprio, in modo da dare continuità ed estendere il numero degli aderenti che per 20 centesimi a chilometro sono disposti a lasciare l’amata auto nel garage. Le imprese hanno un’alternativa secca. Se, esauriti i fondi pubblici, vorranno incentivare i dipdenti con i propri fondi dovranno farlo con una partita di giro, perfettamente legale s’intende, che prevede la sponsorizzazione di una campagna per la “mobilità dolce” . In questo modo si avrebbe la detraibilità fiscale altrimenti dovrebbero pagare anche tasse maggiorate perchè sarebbe un aumento di stipendio. E quindi assoggettabile, come gli stipendi, alla tassazione normale.

Sono centinaia i dipendenti potenzialmente interessati ai contributi delle sette imprese che fanno da partner all’iniziativa del Comune.

Finora le ditte che hanno aderito sono: Ceramiche Ricchetti, Ecu (supermercati), Macchioni Infissi, Conad, Atom, Alecrim, Norton. Per tutte loro spazio nei documenti ufficiali e anche nelle iniziative pubbliche che si terranno nei prossimi mesi.

«Speriamo proprio che l’insieme delle misure adottate sinora - conclude l’assessore Ferrari - dia la spinta necessaria a usare le due ruote come mezzo di trasporto alternativo all’automobile. Naturalmente si tratta di scelte individuali, la distanza dal lavoro non è un dato secondario. Abbiamo già finanziato l’acquisto di bici, sempre con fondi regionali per altri 9 mila euro, sarà incrementata la rete delle ciclabili e ci sono pure i parcheggi attrezzati». —

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