Gazzetta di Modena

Modena

mirandola 

Il Pronto soccorso si trasferisce E andrà nei sotterranei allagati

Il Pronto soccorso si trasferisce E andrà nei sotterranei allagati

Partono i lavori di ammodernamento ma il trasloco lascia perplesso Platis (Fi) «L’Ausl deve dare certezze». Azzolini (Pd): «È settembre, tornino le operazioni» 

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA

Per consentire un’imponente operazione di sistemazione e riqualificazione, parte del Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Bianca si prepara al trasloco. Entro un paio di settimane si attende il cantiere mentre alcune attività si trasferiranno nei locali sotterranei che già hanno accolto negli anni il Pronto soccorso Covid e sisma. Locali che però sono finiti sott’acqua anche con l’ultimo nubifragio. La medicina d'urgenza h24 “dovrebbe partire negli attuali spazi della chiesa e degli ambulatori ostetricia e ginecologia e quindi quali sistemazioni verranno trovate per i servizi che si spostano? - si domanda Antonio Platis (Forza Italia) - È evidente come ogni investimento per ampliare e migliorare il Pronto Soccorso sia accolto con favore, ma siamo preoccupati per due aspetti. Il primo è che l’intervento deve essere risolutivo e migliorare in modo significativo la funzionalità dei locali. No va dimenticato infatti che nel 2014 è stato ristrutturato, spendendo un sacco di denaro pubblico e, dopo pochi anni, abbiamo già tubi che perdono acqua dai soffitti. Inoltre non fu allargato significativamente ed i locali, sebbene recenti, non erano progettati per le funzionali che la moderna medicina d’urgenza impone. Il secondo dubbio è sui locali scelti per il trasferimento temporaneo di parte del Ps. Infatti i locali ex Ps Sisma e Covid sono più bassi del livello della strada e non hanno impianti di drenaggio significativi. Anche l’ultimo temporale ha messo in luce che quegli ambienti non possono ospitare un reparto così strategico. Prima di un intervento così importante credo sia giusto una presentazione alla città e soprattutto che siano fornite garanzia ai sanitari di poter operare in sicurezza anche nel periodo di transizione. Con un’ interrogazione chiederemo all’Ausl di indicare tipo di intervento, costi e tempi per effettuarlo. Oggi più che mai, visto il rischio di ripartenza dei contagi in autunno, servono risposte puntuali».

«All'inizio di agosto - incalza anche Marco Azzolini, segretario Pd di Mirandola - avevamo ricevuto rassicurazioni dell’assessore regionale alla Sanità sulle chiusure temporanee di determinati servizi dell’ospedale, scelta organizzativa ormai usuale nel principale periodo feriale. Avevamo fatto il nodo al fazzoletto, per cui è tempo che le promesse “da settembre riprenderanno gli interventi ordinari di Ortopedia, Chirurgia Generale e di Ginecologia” vengano mantenute. Abbiamo fiducia nel percorso, perché il rafforzamento del piano di potenziamento della struttura nasce da un passaggio svolto in Unione ed è stato vagliato al CTSS, segno che la strada è stata intrapresa e la macchina è stata avviata. È nostro compito vigilare e tenere monitorata la situazione, perché nessun nostro concittadino debba aspettare un giorno in più rispetto a quanto strettamente necessario». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google