Nasconde 29 milioni al fisco con i salumi
La Finanza scopre le fatture irregolari tra un’azienda e le consociate estere. I titolari versano 3 milioni e chiudono il caso
Saverio Cioce / VIGNOLA
Salami, mortadelle e prosciutti venduti con uno sconto che si aggirava attorno al 40% a tre consociate estere, permettendo ai titolari di un’azienda di salumi di occultare al fisco una cifra stimata attorno ai 29 milioni di euro.
Tutto questo in soli quattro anni, con un giro di fatture che andavano e venivano tra la ditta che si trova nelle nostre zone (la Guardia di Finanza non ha fornito nome e indirizzo della ditta) e le sue società di rappresentanza che avevano sede in Francia Germania e Austria. Al termine degli accertamenti fiscali i responsabili hanno accettato, con un atto di adesione volontaria alla proposta dell’Agenzia delle Entrate, 3 milioni di euro per imposte evase.
Una misura, quella del concordato tra contribuenti infedeli e Fisco, prevista dalla legge e che permette di recuperare una parte del maltolto senza lunghi ricorsi, nè appelli di seconda istanza ma soprattutto senza denuncia penale. E quindi l’operazione si è conclusa con la restituzione di una parte di tasse non pagate al Ministero delle Finanze e alle casse pubbliche.
«Sin dalle prime battute degli accertamenti - sottolinea il comandante delle Fiamme Gialle di Modena, il tenente colonnello Gennaro Garzella - anche i contabili della ditta hanno ammesso errori e omissioni nelle registrazioni delle fatture e hanno cominciato a versare una parte d’ imposte secondo quanto disposto dalle norme in vigore. In un secondo momento, al termine dell’ispezione della contabilità negli anni che vanno dal 2013 al 2017, gli accertamenti sono passati all’Agenzia delle Entrate di Bologna competente sulla materia e da lì si è arrivati alla conclusione della vicenda».
Qual’era dunque il meccanismo della frode fiscale che veniva messo in atto? Come hanno fatto i finanzieri a scoprire i meccanismi del “transfer pricing”, come viene definita a livello internazionale la sottofatturazione di comodo tra casa madre e consociate estere? Sul punto ovviamente c’è il segreto d’indagine ma a quello che è dato capire i finanzieri hanno incrociate le banche date con quanto dichiarato dall’azienda modenese. In questa operazione saltava agli occhi una differenza macroscopica tra il prezzo dei salumi praticato nella vendita diretta ai clienti stranieri, e quello iperscontato alle filiali dell’azienda nei paesi al di là delle Alpi.
Il risultato? Le tasse non pagati diventano utili per milioni di euro, poi suddivisi tra le tre filiali e fatti sparire.
Un passaggio impegnativo delle indagini è stato l’accertamento della differenza di prezzi per cui è stato necessario anche una sorta di inseguimento via web nel verificare i prezzi di mercato dei salumi per capire qual’era il valore medio di riferimento. Solo con questo sistema si è potuti arrivare a definire quanto era stato fatturato in meno. Tutto chiuso con 3 milioni. Pagati subito. —
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