Metodo Montessori Il maestro Aldo se ne va in Sardegna per insegnare
Da Santa Croce alla scuola primaria De André di Sassari «È importante divulgare questa proposta didattica»
Il maestro Aldo ha già prenotato il traghetto. Il primo settembre prenderà servizio a Sassari, lasciando la sua Carpi per rimpolpare l’organico della prima scuola montessoriana statale della Sardegna. Aldo Arbore è persona nota nella città dei Pio. È maestro da una ventina d’anni, ultimamente alla scuola montessoriana di Santa Croce (all’interno del Comprensivo Carpi 2 dove sono aperte due sezioni di primaria), con la passione per la comunicazione digitale e la cultura. Collabora con i Tupamaros, per i quali ha tra l’altro scritto una canzone inserita nel loro ultimo disco.
Aldo, 48 anni, si occupa anche di diffusione del metodo Montessori: «A Carpi grazie al dirigente scolastico dell’epoca siamo riusciti nel 2012 a dare vita alla prima sezione statale montessoriana, da allora attiva. Quello che mi ha colpito quando ho scoperto questo modo di fare scuola - spiega - è stato il suo saper rimettere al centro la libertà dell’essere umano come primo bisogno nelle fasi della formazione».
A Sassari la scuola montessoriana comprende tre classi della primaria e una sezione di nido d’infanzia, circa sessanta bambini in tutto.
«Aiuterò le colleghe nel lavoro educativo e porterò la mia esperienza di insegnante in una struttura statale - aggiunge Aldo - Montessori in Italia, non all’estero, è quasi sempre infatti sinonimo di scuola privata».
A causa della pandemia da Covid-19 e della necessità di distanziare i bambini dal 22 settembre (le lezioni iniziano in questa data in Sardegna) gli spazi dell’edificio della scuola primaria De André-istituto comprensivo San Donato di Sassari sono stati divisi in modo diverso rispetto agli anni passati: e comunque anche qui (Santa Croce è un unicum) la scuola montessoriana condivide i locali con la scuola ‘tradizionale’.
«Siamo appena fuori dal centro. Sassari è più o meno grande come Carpi anche se le realtà organizzative territoriali della scuola sono molto diverse. Possiamo comunque contare sul sostegno delle istituzioni».
Aldo Arbore per questo nuovo incarico lascerà a Carpi la moglie Fiamma e i tre figli. Dovrà accollarsi le spese di vitto e alloggio e ovviamente del viaggio.
«Sto seguendo anche il corso da formatore dell’Opera Nazionale Montessoriana e questo mi servirà in futuro per creare nuove figure nell’ambito della differenziazione didattica e in linea con le direttive nazionali».
Motivatissimo, non nasconde che questa esperienza lontano da casa porti con sé tante incognite. «Credo che fino a Natale non vedrò la mia famiglia. Ma è importante sviluppare questa proposta didattica anche per dare un contributo alla scuola tradizionale. In Italia - conclude - della formazione si parla poco e magari solo quando si tratta di prevedere sussidi tecnologici e digitali per gli alunni e gli studenti. Invece c’è bisogno anche di innovazione pedagogica. In Europa, Montessori a parte, siamo tra i primi e in Emilia abbiamo avuto grandi esempi in questo senso».
Quando si parla di scuola montessoriana si cita sempre il fatto che i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, siano cresciuti frequentandola, così come il creatore di Amazon Jeff Bezos e quello di Wikipedia Jimmy Wales. Questo fenomeno è stato perfino definito nel 2011 da un giornalista del Wall Street Journal ‘Mafia Montessori’: gli innovatori, qualcuno ha scritto, non solo hanno imparato a pensare in modo differente, loro agiscono e parlano anche in modo differente. —
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