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Modena più “green” I nuovi incentivi spingono il mercato delle auto elettriche

Giovanni Medici
Modena più “green” I nuovi incentivi spingono il mercato delle auto elettriche

Sempre più numerose in provincia le colonnine di ricarica Fa eccezione l’Appennino: una sola a Dogana di Fiumalbo

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Ai modenesi le vetture elettriche “integrali” piacciono sempre di più. Una dimostrazione di questa affermazione è la diffusione delle colonnine per la ricarica: basta cliccare su alcuni siti Internet specializzati e visualizzare le mappe di quelle attive per notare come in pochi anni queste siano proliferate.

Enel X e Gruppo Hera la fanno ovviamente da padrone, con decine di impianti di ricarica posizionati nei parcheggi degli iper e dei supermercati, vicino ai parchi e anche a ridosso del centro.

Molti i comuni della provincia che ne hanno una o più di una sul loro territorio, nella zona pedemontana e nell’area nord soprattutto. L’Appennino modenese invece, sempre a stare alle mappe visibili online, non ne è dotato. L’eccezione è quasi in Toscana, e si trova a Dogana Nuova di Fiumalbo.

Si pensa all’auto elettrica e viene in mente Tesla: due sono le sue stazioni modenesi di ricarica superveloce (Supercharger), una con 10 postazioni presso l’hotel Best Western in via del Passatore a Campogalliano, vicino al casello dell’A22, mentre l’altra (la seconda in assoluto nata in Italia, datata ormai 2015) si trova all'interno del parcheggio dell'hotel - ristorante Baia del Re, proprio all'uscita dell'Autostrada del Sole, casello di Modena Sud. Quest’ultimo impianto (con sbarra) dispone di 12 stalli e colonnine fast a 120 kW per caricare le vetture Tesla, 24 ore al giorno e sette giorni su sette. Chi esce dall’autostrada può lasciare la vettura in carica (ma nei Supercharger ci sono anche postazioni universali per chi guida auto non di marca Tesla) e intanto prendere un caffè o magari pranzare. Se si dorme all’hotel la tariffa di ricarica è pure compresa nel prezzo della camera… Tesla ha poi installato altre stazioni di ricarica (non superveloci) anche a Casinalbo, presso la sede del locale Best Western Plus Hotel Modena Resort, all’Agriturismo Acetaia Sereni di Villabianca di Marano e all’hotel Arthur di Solignano Nuovo di Castelvetro, mentre in centro città la colonnina è un servizio aggiuntivo offerto dagli hotel Libertà e Milano Palace.

Gli incentivi del Governo, che garantiscono uno sconto fino a 10 mila euro per chi acquista una vettura poco inquinante, ibrida o elettrica, certamente faranno aumentare ancora le vendite delle vetture dotate di questo tipo di alimentazione. A gennaio 2020 il segmento di mercato “green” in Italia ha già superato l’uno per cento delle vendite, con un +587 per cento per le auto elettriche “pure” e un +82 per cento per quelle ibride, rispetto a gennaio 2019. A questa percentuale va aggiunto lo 0,9% di auto ibride plug-in (PHEV), per un totale del 2,1% di auto ricaricabili.

Ovviamente i numeri sono ancora relativamente piccoli. Se a gennaio le auto plug-in vendute erano state 1943 a luglio le immatricolazioni di auto elettriche al 100% sono scese a 1608, ma sul totale complessivo delle vendite sono salite all’1.6%.

Tra le auto “alla spina” più richieste è sempre la Renault Zoe quella in testa alla classifica, ma buoni risultati ha fatto segnare la Smart Fortwo e al quarto posto ecco spuntare la Tesla Model 3.

Le ibride immatricolate nei primi sette mesi dell’anno in Italia sono state invece oltre 87 mila, il 12 per cento del totale. Nel nostro paese ormai una vettura venduta su sette è elettrica o ha un motore elettrico accoppiato ad uno termico.

Nei primi sei mesi dell’anno i dati regionali sui passaggi di proprietà delle vetture più “ecologiche” vedono tra le ibride primeggiare la Toyota Yaris e tra le elettriche la BMW i3. I numeri dell’Aci indicano comunque come solo l’1,4% dei passaggi di proprietà tra Piacenza e Rimini abbiano riguardato auto ibride ed elettriche tra gennaio e giugno di quest’anno. Ovviamente l’aumento delle macchine meno inquinanti, spinto dagli incentivi in vigore da qualche settimana, riguarda ora principalmente il mercato del nuovo, e solo nel futuro prossimo sarà degno di nota anche sul mercato dell’usato. —

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