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La testimonianza dell’atleta modenese 

La campionessa Brighi: «Ti ascolta come un amico e ti ama come un papà»

G.F.

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la lettera

«Ti ascolta come un amico. Ti ama come un papà». La nuotatrice Caterina Brighi ha iniziato il cammino sportivo con Luciano Landi nel 1998. Ventidue anni dopo, «il percorso insieme non è ancora finito».

L’atleta modenese ricorda in una lettera l’emozione provata a sei anni «quando fu proprio lui a premiarmi per aver vinto i 25 dorso». L’essere incoraggiata dal tecnico «mi riempì il cuore quel giorno».

Un ricordo con Landi è quanto più lontano si possa immaginare dalla piscina. Brighi ripercorre una giornata del 2005 a Milano, «dove mi aveva portato prima a vedere una mostra di Klimt e poi ad un concerto di musica classica al pianoforte».

Un modo per festeggiare «tre ori e due record italiani». Trionfi arrivati grazie anche al «suo “cazziatone” con parole di fuoco la mattina dopo le qualificazioni per farmi capire che non c’ero con la testa».

Ancora una volta, il tecnico in piscina diventava così un insegnante di vita. «Ha sempre saputo come smuovermi - tributa la giovane - e farmi capire quando stavo per uscire fuori strada. In tempo per rimettermi sulla carreggiata. In realtà, questo è sempre stato il suo modo per accompagnarmi per mano e darmi il coraggio di affrontare ogni ostacolo... non parlo solo nel nuoto, ma nella vita».

Landi l’è stata accanto durante un lutto e ha condiviso con lei la gioia della laurea. L’ha sostenuta prima del traguardo, quando ha preso la decisione «di abbandonare il nuoto agonistico» per dedicarsi agli studi. S’è confermato un riferimento dopo, mantenendo immutato l’atteggiamento.

«Lucio ti ascolta con l’orecchio di un amico - spiega Brighi - non ti giudica mai, ti parla e ti consiglia con la voce di un mentore, ma soprattutto di ama come un papà... di un amore infinito, che ti riempie il cuore e ti fa sentire al sicuro, ovunque tu sia».

Una propensione all’ascolto e all’educazione di cui Brighi non è l’unica testimone: «Come ha toccato la mia vita, Lucio ha toccato la vita di tantissime altre persone, lasciandone un segno indelebile». Restano così negli affetti «tutte emozioni indescrivibili a parole... bisogna viverle per poter capirne l’intensità». —

G.F.

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