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Coronavirus a Modena

Lama, un condizionatore contro il Covid-19

Daniele Montanari
Lama, un condizionatore contro il Covid-19

Con Unimore partita la sperimentazione. Si chiama Aeria 400, è in produzione: «Uccide già diversi virus, vedremo»

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LAMA. In azienda lo coccolano un po’ come un pargolo, vedendo in esso enormi potenzialità già adesso e in prospettiva ancora maggiori se la sperimentazione andrà bene.

È il frutto di una grande scommessa e della voglia di mettersi in gioco, mostrando come anche dalla montagna periferica e svantaggiata si possa raggiungere l'avanguardia. In punta di piedi, senza clamore ma con la prova dei fatti. Lui si chiama Aeria 400, ed è l'ultimo arrivato in casa Tmp, l'azienda di Lama Mocogno che non paga dell'eccellenza raggiunta nella tornitura e fresatura di precisione, da tempo sta investendo fondi ed energie in innovative startup che guardano al mercato del futuro.

Una di queste è Solidea, a cui da tre anni a questa parte è stata affidata una missione ambiziosa: creare un sistema per il trattamento dell'aria semplice nell'uso ma molto efficace nell'accrescere il benessere degli ambienti. Di lavoro in primis, nell'ambito della particolare attenzione che i fratelli Gianluca e Giuliano Benedetti, figli del fondatore Giorgio, stanno riservando in questi anni al welfare aziendale. Ma la macchina, una specie di grande “Pinguino” con le sue ruote, può trovare applicazione ovunque. Cosa fa? Purifica l'aria con un'azione senza precedenti, tanto che il sistema è già stato brevettato: il super “condizionatore” è capace di uccidere i virus presenti in un ambiente di 400 metri cubi (di qui il nome), corrispondenti a un appartamento di 120 metri circa. Parecchi virus: l'elenco è in continuo aggiornamento. Anche perché con l'Università di Modena e Reggio si sta testando la possibilità di raggiungere un risultato che sarebbe davvero straordinario in questo momento: uccidere anche il Covid-19, all'interno dell'ambiente di applicazione. Non sembra una cosa fuori portata per una macchina che ha già dato riscontri sorprendenti: i test sono in corso e i risultati dovrebbero arrivare nel giro di un paio di mesi.

«Sarebbe una soddisfazione incredibile se la nostra macchina potesse contribuire anche alla lotta al Coronavirus – sottolinea Gianluca – noi i test li facciamo, poi vedremo».

Già così però c'è motivo per inorgoglirsi per un gioiellino che, oltre ai virus, abbatte dalle polveri sottili fino alle nanoparticelle: dalle Pm 10 (10 micrometri di diametro) alle Pm 0,5 cioè quelle particelle talmente sottili da finire nel sangue. E ovviamente elimina anche fibre, pollini, spore, acari, allergeni e batteri vari.

Come fa? Un agente organico (azione naturale e non indotta dalla chimica inorganica) viene miscelato con acqua e agisce come una sorta di disinfettante dell'aria durante il passaggio interno del flusso canalizzato. «È un’azione di pulitura dell’aria simile a quella della pioggia - spiega Gianluca – mentre viene diffusa aria purificata, i fattori inquinanti vengono raccolti in una tanica con l'acqua sporca».

Semplice e rivoluzionario, insomma. Ovviamente Aeria 400 toglie anche l'umidità e rinfresca, oltre a monitorare la CO2.

È già in produzione: dalla fabbrica sono usciti i primi 50 esemplari. Il primissimo è stato mostrato al presidente Bonaccini durante la sua visita in azienda, accolto con grande interesse. Sul progetto sono stati investiti 400mila euro: la Regione ha dato un suo contributo di 120mila selezionandolo come meritevole nel recente bando per azioni di ricerca e innovazione finalizzate al contrasto al Covid. —


 

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