Gazzetta di Modena

Modena

pavullo  

Il segretario del Pd si dimette «Il mio ruolo calpestato»

D.M.
Il segretario del Pd si dimette «Il mio ruolo calpestato»

Il casus belli una cena tra Fava ed esponenti del partito dove Lami non è stato invitato «Sono stato isolato dalla restaurazione Ds»

2 MINUTI DI LETTURA





PAVULLO

Terremoto nel Pd di Pavullo a 9 mesi dalle comunali: con un’intensa lettera inviata al segretario provinciale Davide Fava, Nicola Lami si è dimesso da guida locale.

Nonostante i mal di pancia, era intenzionato ad arrivare almeno fino alle elezioni, puntando alla rivincita sul Centrodestra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una recente cena in cui Fava ha incontrato esponenti di primo piano del partito (tra cui l’ex sindaco Canovi) senza rivolgergli nemmeno un invito.

«Ci possono essere simpatie e antipatie, ma non puoi calpestare il percorso istituzionale di un partito scavalcando in questo modo il segretario» nota Lami. Di fatto, si è trovato messo all’angolo: «Con l’uscita degli ex Margherita e dei renziani, mi sono trovato senza tante persone che mi avevano sostenuto alla segreteria - spiega - e all’interno del partito ha preso sempre più potere la vecchia guardia dei Ds, mettendo in atto la restaurazione. Obiettivo, riproporre ai pavullesi in modo muscolare la ricetta del Canovi 2, nonostante la batosta del 2016. Io non avrei mai accettato candidature imposte dall’alto, ma solo condivise. E mi hanno fatto il vuoto. Cercavo un dialogo con Leu e il gruppo di Morena Minelli, e loro giustamente mi chiedevano un programma. Ma il partito non voleva sottoscriverlo, perché sapeva che con certe vecchie idee non sarebbe stato accettato».

Lami cita altre delusioni: «È stato impossibile assumere una posizione comune sull’ospedale o il centro storico, non sono riuscito a spostare la sede in un posto dove si pagava meno affitto perché mi dicevano che “qua non deve cambiare niente”. È questa la fotografia della situazione: sembrano attaccati a un’immagine anni Settanta non accorgendosi che continua a sbiadire. Sarei comunque rimasto finché la direzione provinciale non avallava questa tendenza, ma ora che lo ha fatto saluto: divertitevi, suonatevela e cantatevela fra voi, mettetevi in una stanzina e muovete le armate di un partito che non ha più iscritti né gente che ci lavora. Io continuerò a partecipare alla vita politica del mio paese, da cattolico di Centrosinistra». —

D.M.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google