Vespisti&Babisti: otto amici di Piumazzo in sella al mito
Valerio Maccaferri: «Ci accomuna la stessa passione e andiamo in giro vivendo le emozioni del viaggio più che della meta. I picnic sono sontuosi»
Chi Vespa mangia la Mela, recitava un riuscitissimo slogan coniato dalla Piaggio negli anni Ottanta ripreso anche da Vasco nella sua dissacrante Bollicine. In sintesi: chi voleva avere successo con le ragazze doveva avere una Vespa. Oggi, quei ragazzi dell’80, hanno quarant’anni e si accontentano di pane, lambrusco e salame. Ma la Vespa è sempre con loro, fedele compagna per ritrovi e viaggi. E a Piumazzo sono in otto che appena possono, conciliando impegni di lavoro e di famiglia, partono in viaggio con le loro Vespe. Valerio ‘Macca’ Maccaferri è uno dei fondatori del club che hanno chiamato Vespiti e Babisti, un nome scanzonato come è il loro modo di viaggiare. La compagnia è completata da Marco ‘Gnappa’ Fregni, Paolo ‘Sargente Spinelli’ Palmas, Cristian detto Cristian, Tiziano ‘Tòcià’ Tosarelli (il meccanico del gruppo), Roberto ‘Rainman’ Stanzani, Roberto ‘il Piccione’ Marafante e Massimiliano ‘Max ’ Solato. Non tutti sono originari di Piumazzo, perchè ci sono due infiltrati di Campogalliano e Maranello che comunque sono legati alla frazione di Castelfranco. C’è anche il Modena, che spesso seguono in Vespa nelle trasferte, tra le loro passioni in una terra in cui il tifo è soprattutto per il Bologna. Sono di ritorno da un viaggio di due giorni a Lucca che hanno affrontato in sella alle loro PK125, perchè hanno tutti lo stesso modello tranne Cristian che cavalca una gloriosa ET3.
Valerio Maccaferri ci racconta la storia del gruppo.
«Siamo partiti in tre, in dieci anni siamo diventati otto e siamo vicini ad andare in doppia cifra. Siamo tutti sui 40 anni, abbiamo famiglia e una buona componente del club è anche di fede gialloblù che a Piumazzo è un mezzo miracolo. Appena possiamo ci facciamo un giro e ogni anno, per tradizione, l’ultimo week end di agosto ci mettiamo in moto per il grande viaggio. Le nostre mete cambiano: siamo partiti con dei tour romagnoli, poi sul Lago di Garda, quindi ci siamo scatenati in Appennino e ora la passione ci porta in Toscana. L’anno scorso meta Pistoia, quest’anno Lucca da cui siamo appena rientrati».
Valerio spiega la filosofia del gruppo: «A noi piace viaggiare in Vespa e ci piace vivere le emozioni del viaggio e il farlo insieme: la meta è meno importante. Avendo tutti legami famigliari possiamo regalarci dei tour di qualche giorno e quando arriviamo a destinazione celebriamo la meta con un sontuoso pranzo-picnic fatto di gnocco, lambro e salumi. Il divertimento sta anche nel tornare a sentirsi un po’ monelli».
‘Macca’ racconta poi come è nata la sua passione per la Vespa: «Per caso grazie a mio zio che ne aveva tante e che mi invitava ad usarla. Poi ho trovato una Vespa di una volta da uno che non la utilizzava più e l’ho comprata. Ci giro da quindici anni e da allora mi muovo solo con quella. La macchina sta in garage e non so nemmeno se la batteria sia ancora carica. È una grande passione che ha travolto me e anche i miei compagni di viaggio. Quando la mattina dai quel colpo alla pedivella e la Vespa si accende è sempre una bella emozione». —
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