Presidio permanente davanti all’azienda
«Saremo lì davanti all’azienda e diverremo punto di riferimento per il territorio, nella speranza che i cittadini ci vengano a trovare e ci facciano sentire il loro sostegno». Angelo Dalle Ave, sindacalista Fiom Cgil e per 24 anni in Goldoni, non si arrende e prepara il gazebo sotto il quale i lavoratori saranno in presidio permanente a Migliarina. «Faremo un’assemblea in cui comunicheremo l’esito dell’incontro di ieri, che, purtroppo, prefigura uno scenario aberrante - prosegue il sindacalista - Quando si dice non ci sono i soldi per governare il concordato in liquidazione purtroppo l’ipotesi più probabile diventa particolarmente drammatica. Noi saremo al presidio permanente, non ci arrenderemo, ma combatteremo fino alla fine per la Goldoni, perché venga mantenuta in vita qui, dove è nata».
Massimo Occhi di Femca Cisl è ugualmente arrabbiato e deluso: «L’azienda si è presentata dicendo che aveva già deciso per il concordato in liquidazione. Poi ha posto l’accento sui 240 milioni che ha investito. Ci ha detto che causa del Covid, che lì in Cina è arrivato molto prima che da noi, ha manifestato problemi di liquidità. Da marzo ha provato a trovare soluzioni a questa situazione, ma le alternative non ci sono. Dentro al concordato in liquidazione, che già di per sè è un problema, c’è un’altra criticità: l’azienda non si è espressa rispetto al fatto che ci siano i soldi per pagare i creditori. Come non ha sciolto le riserve su cosa potrebbe decidere il Tribunale se il concordato è senza risorse. L’azienda, a seguito di queste scelte, diventa meno appetibile, oltre al danno sociale per i dipendenti e alla reputazione del marchio storico fortemente minata». —
S.A .
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