L’Appennino pronto a investire nella bellezza della Via Vandelli
Tanti turisti da tutto il modenese ma anche dalla Toscana per l’iniziativa che tra trekking e gite in e-bike riscopre l’antica strada
LA GIORNATA
Daniele Montanari
/ PIEVEPELAGO
Se l'Appennino è un territorio bio e slow, cosa può esserci di meglio di un sabato “lento” tra natura e cultura, alla riscoperta di uno dei gioielli escursionistici del passato? Con questa convinzione ieri è stata lanciata una delle sfide più ambiziose nell'estate della riscoperta delle montagne di casa nostra: il ritorno alla via Vandelli, l'ambiziosa strada voluta dal duca Francesco III d'Este per collegare Modena a Massa e all'ambito sbocco sul mare. A realizzarla tra il 1738 e il 1751 fu Domenico Vandelli, abate ingegnere, geografo e matematico di corte che disegnò un tracciato all'avanguardia (con attraversamento delle Alpi Apuane) e ne diresse personalmente i lavori.
Da qui l'intitolazione. La strada attraversa una bella fetta del nostro Appennino: da Serra (Bucamante) a Pavullo (Montebonello, Montecuccolo, Monzone), Polinago, Lama Mocogno, poi la Val Dragone fino a San Pellegrino in Alpe, quindi il passaggio in Toscana. Ha scorci di incredibile bellezza, ma ancora poco conosciuti. E così c'è chi ha pensato di organizzare un evento speciale (“La via Vandelli tra storia e leggenda”) di riscoperta per l'oggi e in prospettiva di investimento per il futuro turistico, con l'intento anche di unire nel nome della Vandelli che le attraversa, due vallate storicamente divise come quella dello Scoltenna e della Val Dragone. Promotori dell'iniziativa i ragazzi di Stray Dogs (guide ambientali, accompagnatori in e-bike, istruttori di tennis, skate e fitness nonché in inverno istruttori di sci e snowboard) assieme al gruppo di Emilia Romagna Responsabile (Andrea Casoni in particolare), con il patrocinio di quattro Comuni (Pieve, Riolunato, Lama Mocogno e Palagano) e della Provincia. Ritrovo a Casa Guerri (Pievepelago), la celebre capanna celtica, dove è stato allestito un mercatino di prodotti a km 0 con una quindicina di espositori.
Poi il tuffo nel passato presso l'edificio noto come “la Fabbrica”, dove c'era la locanda più importante della via Vandelli: grazie alla disponibilità dei proprietari è stato allestito un punto ristoro (borlenghi delo sci club Lama, birra del birrificio Castellino di Riolunato e del Beer Belly di Modena) mentre lo scrittore Giulio Ferrari e il presidente dell'Accademia dello Scoltenna Livio Migliori narravano storia e aneddoti legati alla via. In mezzo ovviamente trekking e tour in e-bike, su percorsi ad anello adatti a tutti. Uno anche a misura di bimbo, con laboratorio collegato per realizzare il proprio “bastone da viaggio”. I partecipanti sono arrivati un po' dappertutto: dalla Toscana da una parte e fin da Modena dall'altra.
«Un ottimo punto di partenza – sottolinea Alessandro Bonfiglioli di Stray Dogs – sia per l'attenzione dimostrata per la parte storica alla Fabbrica, sia per l'entusiasmo visto a ogni età per i tratti di via Vandelli che abbiamo voluto riproporre. Nell'estate della riscoperta dell'Appennino, andava sicuramente fatta una cosa così. Che avrà sicuramente un futuro». «La via Vandelli è stata la prima autostrada del territorio, anche più lunga della celebrata via degli Dèi ma non altrettanto famosa oggi: da qui l'idea di fare un evento di “promozione” a 360 gradi tra storia, natura e commercio - spiega Andrea Casoni – un po' in fretta quest'anno ma con tanta voglia di segnare l'inizio di un progetto di rivalutazione. Possono nascere tante cose: penso a camminate tra natura e sapori, ma anche a un comitato di volontari tra produttori locali che si occupino anche della manutenzione della via, su cui c'è da fare nel lato modenese. L'importante adesso è acquisire consapevolezza di un tesoro su cui bisogna assolutamente investire». —
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