L’Ecovillagio adesso si allarga puntando sempre all’impatto zero
Nei sei ettari utilizzo del solare e recupero dell’acqua piovana Grandi spazi verdi e ora in arrivo un market biologico
CASTELNUOVO
"Sfide Climatiche - Climate Challenges” è il tema che Ecovillaggio Montale ha scelto di sviluppare durante quest’anno. Attraverso una serie di incontri formativi e workshop, Aiapp -Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio – promotore dell’iniziativa, cercherà di favorire la sensibilizzazione riguardo alla fondamentale sfida della sostenibilità. Nell’ambito della manifestazione “Giardini e Paesaggi aperti”, Montale ha ospitato la visita-studio all’Ecovillaggio. «Ciò che vogliamo continuare a fare, qui in Ecovillaggio, è favorire la bellezza e la vivibilità di un luogo, senza rinunciare a un ambiente sano e pulito» sono le parole di Silvia Pini, ideatrice e imprenditrice di Ecovillaggio Montale. Si tratta di un vero e proprio villaggio, dove tutte le unità abitative già concluse portano il nome di celebri opere musicali, in onore del maestro Luciano Pavarotti e ospitano circa 70 famiglie.
«Ecovillaggio Montale è un quartiere innovativo, unico nel suo genere, a impatto zero: non emette CO2, non produce polveri sottili, contrasta i cambiamenti climatici. Gli spazi verdi giocano un ruolo fondamentale nella gestione delle acque piovane, la regolazione del clima, il benessere delle persone, anche oltre i confini del quartiere». Così Marcella Minelli e Loretta Bellelli, progettiste del verde, descrivono questo angolo di avanguardia edile. «A breve avremo finito anche le ultime palazzine, tutte progettate seguendo i requisiti normativi richiesti dall’Unione Europea, ovvero che tutte le nuove costruzioni (a partire dal 01/01/2021) dovranno essere ad energia quasi zero» descrive Silvia Pini. “Nzeb” (Nearly Zero Energy Building) è il termine tecnico per questi tipi di costruzione, in riferimento all’energia necessaria a climatizzare le abitazioni e a scaldare l’acqua sanitaria. Molte delle persone che abitano qui ci hanno telefonato durante il lockdown, per ringraziarci del luogo che avevamo costruito per loro. È proprio grazie agli ampi spazi verdi che Ecovillaggio rappresenta una vera avanguardia: «crediamo nell’approccio bioclimatico, dove la vegetazione aiuta naturalmente a mitigare il clima e a purificare l’aria. Vegetazione che manteniamo senza sprechi di acqua, grazie alla raccolta di acqua piovana nella falda acquifera», commenta Marcella Minelli, progettista del verde. «Lo abbiamo chiamato Ecovillaggio proprio perché crediamo nel valore della piccola comunità – è il parere dell’ideatrice Silvia Pini – non intendiamo costruire mere abitazioni». In questi 6 ettari di terreno edificabile, infatti, sorgerà presto anche un centro servizi, dove all’interno verranno istituti: un market con prodotti biologici, un piccolo bistrot e la palestra. «La vera avanguardia poi, sarà realizzare dei miniappartamenti, sempre in Nzeb, che andranno sul mercato a un prezzo competitivo. Saremmo i primi in Italia. Li progettiamo pensando a coloro che si fermeranno a Montale Rangone per lavorare: in questo modo non saranno costretti a rinunciare all’aspetto comunitario, grazie alla vivibilità dei nostri spazi». In cantiere, c’è già anche un asilo, dove saranno ricavate due classi. «L’aspetto famigliare ed educativo del nostro progetto non è fine a sé stesso: insegneremo alle nuove generazioni l’importanza della biofilia. Questo, in un certo senso, è il vero motivo della nostra impresa». —
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