Crit fra i leader del progetto per l’industria “nichel-free”
L’iniziativa finanziata dalla Ue vuole liberare le produzioni metalmeccaniche dal metallo che impatta sull’ambiente. Baracchi: «Vantaggi e più sicurezza»
Nasce a Vignola un nuovo progetto che punta a dare corpo all’industria Nichel-free, liberata dal Nichel, che è più sicura, meno costosa e più rispettosa dell’ambiente. È un progetto finanziato dalla Ue per studiare nuove tecnologie applicabili ai settori metalmeccanico e automotive.
Protagonista la società vignolese Crit, centro di innovazione tecnologica applicata all’industria, che è tra i partner del progetto Newman sostenuto con 1,5 milioni di euro all’interno del programma quadro Horizon2020 e finalizzato a innovare la produzione di componenti industriali ad alte prestazioni. Crit è una società privata costituita nel 2000 su iniziativa di un gruppo di prestigiose imprese internazionali per fruire dei più avanzati strumenti di informazione tecnologica e di sinergie inter-aziendali. Attualmente le aziende aderenti sono 27.
Eliminare il nichel dalle leghe metalliche impiegate per la produzione di componenti per il settore metalmeccanico consentirà di migliorare ed efficientare l’utilizzo delle materie prime nell’industria manufatturiera, rendendo più sicuri, più economici e meno impattanti per l’ambiente diversi processi industriali. Ridurre entro il 2021 l’impiego del nichel in ambito industriale è lo scopo dell’innovativo progetto Newman, attualmente in corso di realizzazione, e un ruolo di primo piano lo giocano aziende e centri di ricerca dell’Emilia-Romagna. Tra i vari partner italiani ed europei coinvolti, sono quattro le realtà emiliano-romagnole presenti: l’azienda vignolese Crit realizzerà attività di comunicazione e diffusione della consapevolezza tra progettisti e utilizzatori delle potenzialità dei materiali sviluppati; le aziende Vici di Santarcangelo di Romagna (Rn) e Sinteris di Bentivoglio (Bo) testeranno le possibili applicazioni pratiche, sia in ambito industriale sia in ambito consumer e l’Università di Bologna si occuperà dell’ottimizzazione del processo di produzione, dei trattamenti termici dei componenti realizzati. Nel progetto Newman sono coinvolti il Centro ricerche Fiat di Torino, che studierà le prestazioni delle parti prodotte a livello industriale, l’Università di Ghent (Belgio), che analizzerà le ricadute sull’ambiente della nuova tecnologia, ed Höganäs, multinazionale svedese che svilupperà le innovative polveri metalliche.
«Il progetto Newman - afferma Marco Baracchi, d.g. di Crit - vuole dimostrare i vantaggi derivabili dall’utilizzo, a livello industriale, di materiale Nichel-free nella metallurgia delle polveri. Rispetto ai materiali fino ad ora utilizzati le nuove polveri offrono maggiore efficienza e sicurezza nella fase di manipolazione e una più facile reperibilità di materia prima. Per le aziende sarà possibile produrre pezzi più performanti, aumentando contestualmente il livello di sicurezza dei lavoratori, non più esposti a materiali potenzialmente compromettenti per la salute». L’impiego di polveri Nichel-free, disponibili nel territorio europeo, avrebbe un impatto positivo sull’economia locale, soprattutto se si considera che il nichel ha un costo elevato e altalenante, determinato dalla sua reperibilità solamente in certe zone del pianeta. —
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