«Su Autobrennero, Cispadana e Bretella serve chiarezza»
Il comitato sul ricorso alla Corte dei Conti «Che strategia ha la società proprietaria?»
LA POLEMICA
«Perché da una parte Autobrennero sta facendo di tutto per risultare pubblica e invece fa ricorso alla corte dei Conti per essere eliminata dall’elenco Istat 2019 degli enti pubblici? Quale era il vero obbiettivo di questo in usuale ricorso fatto, ma rigettato dalla Corte dei Conti, dalle tre società? Per quanto riguarda la Cispadana, cosa hanno da direi vertici della Regione in veste di concedente, a fronte dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti?». Sono i due quesiti sollevati da Silvano Tagliavini in qualità di portavoce del Coordinamento cispadano “No autostrada –Sì strada a scorrimento veloce” alla luce della bocciatura del tribunale contabile al ricorso depositato da Autobrennero, Autostrada regionale Cispadana e AutoCs per la bretella Campogalliano-Sassuolo.
Autobrennero, secondo la lettura fornita dal comitato, sta agendo su due fronti contraddittori: da una parte deve mirare a diventare pubblica al 100% per garantirsi la concessione dell’A22 senza gara europea e dall’altra vuole celare questo suo status, chiedendo a Istat di cancellarla dall’elenco speciale. «Molto interessante la lettura della sentenza – scrive Tagliavini - La Corte dei Conti motiva questa sua decisione riferendosi al fatto che si tratta di società che agiscono a fronte di una concessione pubblica di un bene pubblico in regime di monopolio. E fin qui nulla di sorprendente. La cosa che sorprende invece è il fatto che Autobrennero non vuole essere equiparata a società pubblica mentre in questi anni ha fatto “carte false” e spinto politicamente in Italia e in seno alla Unione Europea per essere considerata pubblica e avere così il rinnovo della concessione della A22 senza gara. Sorprende ancora maggiormente il ricorso fatto da ARC e AutoCS non avendo queste rinnovi di concessioni in ballo pur sapendo da sempre - vedi anche dichiarazioni della ministra De Micheli - che la sopravvivenza di questi due progetti, Cispadana autostradale e Bretella Campogalliano-Sassuolo, dipendono direttamente dalla sopravvivenza di Autobrennero. Poiché Autobrennero è socio di maggioranza al 51% in entrambe le compagini societarie e ha il controllo diretto di entrambe».
Il comitato No autostrada infine rivendica chiarezza sulle strategie che si vogliono adottare sul fronte Autobrennero e alcuni vincoli contrattuali. «Nella sentenza – si legge nella nota stampa - emergono poi curiose anomalie dei contratti in essere di Cispadana e AutoCS. In particolare per la Cispadana la Corte dei Conti ne rileva due che a nostro avviso dovrebbero preoccupare molto tutti: “l’articolazione della clausola convenzionale che non definisce puntualmente gli obblighi, lasciando un ampio margine agli strumenti in concreto utilizzabili nelle pieghe della concessione”; e per quanto riguarda l’Articolo 37 sulla revoca della concessione, il fatto che “il collegamento di un indennizzo ulteriore parametrato al valore delle opere rimaste da eseguire o del servizio da svolgere e gestire, comporta un certo squilibrio tra le parti”». —
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