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«L’automotive cambierà e potranno nascere 9.800 posti di lavoro»

G.M.
«L’automotive cambierà e potranno nascere 9.800 posti di lavoro»

confindustria emilia ha presentato uno studio sulla “new mobility” 

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La new mobility, ovvero un nuovo modo di rapportarsi con il pianeta nel quale viviamo. E che impone alle aziende della filiera dell’auto nella Motor Valley di ripensarsi nel profondo. La pensa così Confindustria Emilia, che presto proporrà alle imprese associate una serie di incontri di approfondimento basati sul lavoro svolto da Porsche Consulting sul tema e presentato ieri alla stampa.

Un lavoro, ha spiegato Giulio Busoni di Porsche Consulting, che impone una trasformazione a 360 gradi del modo con il quale le aziende hanno operato finora in molte delle filiere produttive di Modena, Bologna e Ferrara. Sono 160 le imprese nelle tre province che fanno riferimento ad esempio alla componentistica per veicoli, per 16 miliardi di fatturato globale, il 10% del Pil regionale. E quando si parla di new mobility oggi si declina in primis l’idea di un ecosistema urbano integrato (e allora ecco i big data) modificato dall’elettrificazione. Competenze e infrastrutture oggi utilizzate tra qualche anno avranno un nuovo e diverso valore. Saranno necessarie sempre più partnership strategiche.

«Il 43% delle componenti della filiera dell’automotive presto non ci sarà più e il 25% muterà a causa della crescente spinta alla elettrificazione. Sono in ballo oltre sei miliardi di euro di fatturato - ha spiegato Busoni - mentre grazie a nuove aziende o alla riconversione di quelle attuali potranno potenzialmente nascere 9.800 nuovi posti di lavoro». Stefano Domenicali, Ceo di Lamborghini, ha ricordato dal canto suo come nel 2030 le vetture vendute saranno ancora per il 70% a motore endotermico e non elettrico. «Mi sembra più pressante - ha detto - la richiesta di una maggiore connettività e digitalizzazione dei veicoli. È necessaria la massima integrazione tra i settori ma anche con la pubblica amministrazione, per mettere a terra tutta la potenza disponibile nella Motor Valley». L’assessore regionale Vincenzo Colla ha voluto ribadire come energia e logistica siano le due piattaforme manifatturiere su cui si baserà lo sviluppo mondiale futuro. «Nuova mobilità vuol dire - ha spiegato - pensare a come quest’auto si sposterà, in che modo potrà essere riciclata, come invierà dati al costruttore e si integrerà con altri mezzi di trasporto. Ci vorranno nuove competenze ibridate».

Il presidente di Confindustria Emilia Valter Caiumi ha concluso ribadendo che il lavoro di Porsche Consulting non nasconde i grandi cambiamenti che la filiera dell’automotive dovrà a breve affrontare (e non solo quella): «La new mobility è una grande opportunità, è una sfida eccezionale che impone a tutti di avere il coraggio di mettersi in gioco, con la necessaria collaborazione con la Regione e le istituzioni. Il Green new deal è il binario su cui si indirizzeranno gli investimenti della Ue in futuro. È un mondo che si apre». Da Caiumi anche un vago accenno ai pressanti problemi di occupazione in arrivo.—

G.M.

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