La “Antonio Carraro” «Trattativa sfumata»
Una delle speranze alle quali rimane ancorata la Goldoni è quella di un interesse da parte di un soggetto terzo. Di un’altra azienda, in altre parole, che non sia presente attualmente nella compagine societaria. In questi mesi si sono susseguite numerose trattative e sopralluoghi nell’azienda di Migliarina.
Tra le aziende interpellate, c’è la “Antonio Carraro” di Padova, dalla quale, però, non arrivano notizie confortanti.
«Purtroppo non c’è l’interesse a trattare - spiega Liliana Carraro dell’azienda omonima - Le cose sono andate troppo avanti. La situazione è veramente difficile perché l’azienda non si è innovata. Non c’è coinvolgimento da parte dei proprietari cinesi e non sappiamo perché, in questi anni, non abbiano fatto progredire l’azienda».
Anche da parte della “Antonio Carraro” il primo pensiero è rivolto al futuro dei lavoratori. «È un grandissimo dispiacere quello che proviamo per tutti i lavoratori: loro sono le persone che soffrono di più, sicuramente, di questa situazione estremamente complicata. Si parla di oltre 200 lavoratori e le relative famiglie coinvolte sono davvero tante. Pensavamo che la nuova proprietà avesse acquistato l’azienda per innovarla con prodotti di qualità, ma questo non si è verificato. La situazione è degradata nel tempo e la trattativa per noi non costituisce più un interesse. Bisognerebbe riuscire a chiedere ai cinesi: “Cosa avete fatto in questi anni?”. Tempi diversi quelli in cui la Goldoni era corteggiatissima da parte della John Deere, svariati anni fa. La crisi non aveva ancora colpito duro e non c’era il presagio di quanto sarebbe accaduto.
Tra i potenziali acquirenti contattati, anche la Carraro Spa di Rovigo, la quale, in via ufficiosa, fa sapere che l’estate scorsa ci sono stati contatti che poi non si sarebbero approfonditi. —
S.A.
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