Lo speciale / Maserati day a Modena: una nuova supercar apre il nuovo corso della casa del Tridente
La Casa del Tridente svela non solo la nuova MC20 ma anche i progetti per un futuro che vede la città e la Motor valley protagoniste Stasera la presentazione mondiale all’Autodromo con maxischermo in piazza Roma. E domani la supersportiva in vetrina in piazza Grande Testi a cura di Enrico Ballotti e Giovanni Medici
Dici Maserati e dici Modena, proprio per questo nelle celebrazioni sarà coinvolta tutta la città. Il clou è atteso proprio per questa sera con la presentazione della super sportiva MC20, la prima vettura che andrà ad inaugurare il nuovo corso del brand cittadino. Proprio quel MMXX che, come sottotitolo, porta un internazionale “Time to be Audacious”. È ora di essere audaci, giusto per tradurre e ribadire il concetto.
La nuova sportiva è assolutamente Made in Modena. Verrebbe quasi da dire Made in Ciro Menotti anche se a dare il supporto necessario alla creazione ci hanno pensato pure Maserati Corse di viale Delle Nazioni e i Lab di Via Emilia Ovest. Fatto sta che lo stabilimento centrale, quello storico, ha dovuto modificarsi per dare vita alla nuova linea che, per la prima volta in casa Maserati, potrà contare su di un motore ibrido. Per questo, anche per questo, gli occhi del mondo saranno una volta di più puntati sulla motor valley. Presenti, ai vari eventi, giornalisti provenienti da tutto il pianeta. Senza dimenticare che uno sguardo interessato arriverà anche dalla concorrenza. Da chi, da tempo, produce supercar: vedi Audi, vedi McLaren.
Una due giorni dal sapore internazionale che avrà Modena al centro. A sottolineare questo legame, il primo appuntamento in programma questa sera: un maxi-schermo installato in Piazza Roma trasmetterà la kermesse in scena all’autodromo di Marzaglia che è riservata alla stampa e che è dedicata alla presentazione della MC20, la prima auto della nuova era.
La stessa MC20 sarà esposta, da domani a domenica, in piazza Grande all’ombra della Ghirlandina. Mentre sempre in piazza Roma sarà in mostra la Trofeo Collection: le versioni più estreme di Levante, Ghibli e Quattroporte. Il Teatro Anatomico di via Berengario ospiterà invece una “sessione di anatomia” in cui i giornalisti potranno osservare “Nettuno”, motore della MC20.
C’è dunque grande attesa per ammirare, finalmente, questa innovativa sportiva targata Maserati. La marcia di avvicinamento, cominciata già a inizio anno, è andata a colpire la curiosità dei modenesi. In tanti, infatti, si sono divertiti a filmare il modello “mascherato” che ha fatto capolino per le Vie attorno a Ciro Menotti. Una versione tenuta strettamente segreta anche se non è mancata una dedica speciale: a Stirling Moss, ex pilota scomparso ad aprile e capace di portare al successo la Maserati a Montecarlo, in Formula 1, nell’ormai lontano 1956.
Storia, passione, grandi vetture e quel già citato Made in Modena che non guasta. Il tutto per due giorni in pieno clima Maserati durante i quali, ovviamente, si è dovuto tenere conto del Covid. Per questo è importante sapere che l’evento di stasera all’autodromo di Marzaglia sarà proposto sul sito del marchio modenese (houseof.maserati.com) dalle 20.35. Lo show, giusto per capire la portata, sarà tradotto in inglese, spagnolo, coreano e giapponese. Modena ancora nel mondo grazie ai suoi motori, in questo caso al V6 ibrido di Maserati.
«Dopo il colloquio di lavoro mi dissero che c’era stato un equivoco e che il posto da ispettore tecnico era disponibile alla Maserati e non alla Ferrari: accettai con enorme entusiasmo». Fabio Collina, 54 anni, è il responsabile dell’Archivio Storico Maserati dal 2010 ed è da quasi un ventennio in azienda. È il “Virgilio” che introduce nei 106 anni di storia del marchio fondato nel 1914 a Bologna, prima come officina per vetture da corsa, poi come produttore, dal 1926, grazie anche ai fondi del ricchissimo Marchese de Sterlich.
I fratelli Maserati erano sei: Carlo, il genio, classe 1881, che a diciassette anni già progetta in casa un motore a scoppio da applicare ad una bici, morto però giovane; Alfieri, che durante la prima Guerra mondiale lavora sui motori d’aereo e brevetta una candela più isolante delle altre. Poi Ernesto, Ettore, Bindo. E infine Mario l’artista.
La storia della Maserati è storia di uomini. Ma, ovviamente, è storia di auto, come la Tipo 8 Ctf 3000 che vinse per due volte ad Indianapolis nel 1939 e nel 1940 o la 250 F che si aggiudicò con Fangio sia nel 1954 che nel 1957 il mondiale di Formula Uno (anche se nel 1954 l’asso argentino corse due Gran premi con la Maserati e gli altri con la Mercedes).
Collina continua a raccontare.
Ma nel 1932 era morto Alfieri, e fu lutto cittadino a Bologna. L’industriale modenese Orsi, self made man che partendo da un carretto con il quale raccoglieva stracci e pezzi di metallo aveva creato un impero industriale, vede nella Maserati un modo per spingere le vendite delle sue macchine utensili. A gennaio 1940 l’ampliamento dello stabilimento di via Ciro Menotti è pronto.
Gli anni Cinquanta sono quelli dei successi in Formula Uno ma anche dello stop alle competizioni a causa dell’ingresso della Maserati in amministrazione controllata nel 1957, dovuto ad un megaordine inevaso per l’Argentina di macchine utensili, causato dalla caduta di Peron. Si riparte dalle sole vetture stradali: di quell’anno è la bellissima 3500 GT. Poi, nel 1963, la prima limousine italiana, la Quattroporte, un grande successo: oggi nei saloni Maserati si vende la sesta generazione. E poi Sebring, Mexico, Mistral, Ghibli. Nel 1968 le aumentate difficoltà produttive e i più stringenti vincoli normativi impongono ad Orsi la vendita a Michelin che controllava all’epoca Citroen e Peugeot. La produzione non si ferma: Ghibli spider, Indy, Bora, Merak, Khamsin, il prototipo Boomerang.
La crisi petrolifera però scompagina tutti i piani: ai francesi che se ne vanno subentra la Gepi, finanziaria pubblica diretta da Romano Prodi, che cede ad Alejandro De Tomaso non solo l’Innocenti ma pure la Maserati. Grazie all’argentino De Tomaso, già attivo in città con la sua fabbrica di auto, nei primi anni Ottanta arriva la Biturbo, nata con motore 1996 cc da 180 cavalli per evitare l’Iva al 38%: venderà 40 mila esemplari in 40 configurazioni.
A fine anni Ottanta la Fiat entra nella Maserati come socio di minoranza e, dal 1993, di maggioranza. Seguono gli anni della Quattroporte disegnata da Gandini, poi della 3200 Gt di Giugiaro. Dal 1997 al 2005 Maserati e Ferrari, un tempo acerrime nemiche sulle piste, sono nello stesso gruppo.
Il “custode del Tridente” è arrivato in via Ciro Menotti a 18 anni, diplomato all’istituto Corni, ha lavorato all’officina Collaudo, poi al reparto Esperienze, quindi con ruoli via via diversi anche a contatto con i clienti. È stato un riferimento per i clienti e i concessionari Maserati di tutto il mondo.
L’orgoglio Maserati di Cozza, però, va di pari passo con un cruccio: «Quando finimmo in amministrazione controllata e la squadra corse venne chiusa, il commendator Orsi trovò un posto a tutti. Ma il commendatore a Modena non è considerato a sufficienza, non ci si rende conto di quanto abbia fatto per migliaia di persone che lavoravano per lui e a cui anticipava perfino i soldi per farsi la casa».
L’epopea della competizione tra Ferrari e Maserati nei circuiti, per Cozza, non è mai finita: «Non parlatemi del Drake» sbotta. E su De Tomaso racconta di un rapporto spesso non idilliaco. Dopo il pensionamento Cozza ha continuato in via Ciro Menotti come consulente: la sua memoria e gli schedari conservati nel sottotetto della vecchia palazzina sono sempre al servizio dei collezionisti di tutto il mondo (i Club Maserati sono 17). Ha imparato a cavarsela con l’inglese e il francese: «Giusto ciò che serve. Ma i vocaboli tecnici e meccanici li so tutti». Oggi partecipa alle iniziative del Gruppo Anziani Maserati «ma, di quelli entrati come me nel 1951, non c’è quasi più nessuno». —
Presidente della società di consulenza Ekko Project, giornalista, scrittore, produttore cinematografico e di programmi tv negli anni Ottanta, storico dell’auto, giudice ai Concorsi di Eleganza di mezzo mondo. Ma anche fondatore e presidente del Maserati Club of Japan. Shinichi Ekko, 59 anni, è un personaggio eclettico, innamorato delle auto italiane e in particolare delle Maserati.
Da circa trent’anni frequenta Modena, dove ha molti amici. Come Paolo Casolari, che lavora in via Ciro Menotti. A febbraio, poco prima della pandemia, Ekko era venuto a Modena e aveva scattato una foto simile a quella che nel 1993 aveva fatto assieme a Paolo davanti alla fabbrica. Oggi in compagnia di una Quattroporte, mentre ieri c’era una 222 sullo sfondo. Ekko nel mese di luglio doveva tornare in Italia, per essere a Poltu Quatu in Sardegna e svolgere il ruolo di giudice nel Concorso di Eleganza per auto d’epoca che qui si tiene, ma a causa della pandemia non ha potuto spostarsi da Tokyo. Invece per l’evento Maserati e la presentazione della MC20 di oggi sarà in città e poi farà le due obbligatorie settimane di quarantena tornato in Asia: «Per me la Maserati e Modena sono così importanti che non è un grande problema!».
Il Club degli appassionati della Maserati in Giappone conta 150 membri. Tra le auto della Casa del Tridente la preferita di Shinichi è la Bora, di cui guardacaso possiede un bellissimo esemplare da circa trent’anni. Ekko ovviamente per lavoro e per passione incontra persone legate al mondo dell’auto che non sono solo “marchiate” Maserati, ma anche DeTomaso ad esempio: di essa ha scritto recentemente su un’importante rivista del suo paese riproponendo la notizia e le foto della Gazzetta di Modena sulla demolizione della fabbrica di questo brand storico, alla Bruciata.
Sul suo profilo Facebook si trovano tante immagini della nostra città, con la Ghirlandina, il centro storico e i tortellini. E tra i suoi amici social ecco spuntare Mauro Forghieri e il magnate americano Jack Glickenhaus (il possessore della mitica Ferrari Modulo 512 S Pininfarina), Andrea Pontremoli ad della Dallara e tanti nomi legati in vario modo al mondo dell’automobilismo sportivo modenese e non solo, di oggi e di ieri. Nel recente passato ha rinverdito prima su un mensile giapponese e poi anche nel corso di una serata al Museo Casa Natale Enzo Ferrari nel 2018 la straordinaria storia di Ito Yoshiatsu, un ingegnere che nella seconda metà degli anni Sessanta decise di fare 10mila chilometri per venire a lavorare a Modena. Iniziò alla DeTomaso senza nessuna esperienza pregressa (viveva in una minuscola casa di campagna senza riscaldamento e per arrivare in fabbrica doveva fare 4 chilometri a piedi) e venne poi assunto dalla Maserati.
Tutti elementi che, insieme ai servizi e alla qualità della vita che siamo in grado di offrire, contribuiscono a richiamare anche l’interesse di tanti investitori internazionali.
Maserati rappresenta uno dei gioielli più preziosi della nostra Motor Valley, per la sua storia, per gli investimenti che sta sviluppando sulla città, per il futuro che rappresenta.
Siamo consapevoli che a Maserati e a tutte le altre aziende del settore dobbiamo garantire strutture e servizi adeguati alle nuove esigenze per far sì che Modena sia in grado di competere sulla scena internazionale collocandosi al centro del processo di evoluzione green della mobilità.
Il Tridente, oltre a campeggiare da alcuni giorni sulla rotatoria di fronte all’azienda, è uno dei simboli che accompagna fin dall’avvio il progetto Masa (Modena automotive smart area) dedicato alla ricerca e alla sperimentazione sui veicoli innovativi a guida autonoma e connessa.
Nell’ambito di Masa il Comune, insieme a Unimore, ha realizzato anche una sorta di laboratorio a cielo aperto, con interventi specifici nelle infrastrutture stradali nel quartiere interessato dal “Progetto Periferie”.
Ma per sviluppare tutte le potenzialità della ricerca in questo settore, con particolare attenzione alla sicurezza e nella prospettiva di un sistema di mobilità sostenibile per l’era post Covid, sarà indispensabile poter contare anche sul nuovo Autodromo di Modena per l’ampliamento del quale è in corso il Procedimento autorizzatorio unico regionale (Puar).
Serve una struttura all’altezza delle esigenze del nostro sistema economico e che si possa anche inserire nel circuito di interesse turistico che già può contare su una rete museale diffusa sul territorio e sulla possibilità di visitare le sedi produttive delle aziende, come avviene proprio nel suggestivo showroom di Maserati". —
Giancarlo Muzzarelli, sindaco di Modena
IL CUORE PRODUTTIVO DA 80 ANNI
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Viale Ciro Menotti, non troppo distante dal centro di Modena, è da sempre il cuore della Maserati. Addirittura dal 1940, da quando i fratelli Orsi spostarono il Marchio da Bologna in città. In vista della nuova era del Tridente, le strutture hanno dovuto modificarsi. Novità nella linea di montaggio alle quali si è aggiunto l’impianto di verniciatura che permetterà di confezionare nuove vetture esclusivamente Made in Modena.
L'INNOVATION LAB
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Maserati Innovation Lab, via Emilia Ovest. Dove Modena abbraccia il futuro. Dove la casa del Tridente progetta le automobili. Al lavoro i top ingegneri che possono contare sulle tecnologie più avanzate. Tra queste anche due simulatori, uno statico l’altro dinamico, che danno la possibilità di sviluppare le vetture. Anche qui è nato Nettuno, il motore da 630 cavalli della MC20.
LO SVILUPPO DEL TERZO POLO
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Forse meno conosciuto, ma sicuramente un polo strategico. Anche in Via delle Nazioni, siamo sempre a Modena, trovano spazio le strutture della Maserati. In questo stabilimento, ribattezzato Maserati Corse, vengono sperimentante le vetture con il reparto “Prove strada”. A questo si aggiunge l’assistenza tecnica oltre a vari uffici di ingegneria. Un polo che si muove praticamente in simbiosi con l’Innovation Lab che invece trova spazio nella vicina Via Emilia.
L'AUTODROMO DI MARZAGLIA
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Sarà assoluto protagonista della nuova era di Maserati. L’autodromo di Marzaglia andrà ad ospitare gli eventi che toglieranno il velo alla super sportiva MC20. La pista modenese, che sarà ampliata, è un punto di riferimento per le case automobilistiche della nostra zona. Non a caso Maserati ha scelto proprio Marzaglia per le celebrazioni che porteranno a Modena giornalisti provenienti da tutto il mondo.
LE PIAZZE MUSEO
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In occasione di “MMXX: Time to be Audacious”, un esemplare della nuova MC20 di Maserata sarà esposto in piazza Grande, proprio all’ombra della Ghirlandina. In piazza Roma, invece, sarà in mostra la Trofeo Collection: le versioni più estreme e potenti di Levante, Ghibli e Quattroporte. Sempre in piazza Roma spazio, questa sera, al maxi-schermo per la presentazione ufficiale del nuovo modello.
ROTONDA MASERATI
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La rotatoria, ribattezzata per l’occasione “Rotonda Maserati”, si trova di fronte alla storica sede della Casa del Tridente e presenta una suggestiva opera disegnata dal Centro Stile Maserati di Torino. La scultura, composta da una serie di fogli di acciaio inox posizionati su diversi piani di profondità, rappresenta il logo del Tridente scomposto e visibile, nella sua completezza, solo da un unico punto di osservazione: provenendo dal centro città
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