Castelfranco, la città omaggia Pagani
Il costruttore di automobili celebrato per i suoi successi imprenditoriali: «Solo qui in Emilia si può dare forma alla passione»
Castelfranco
La fantasia diventata realtà, la passione sfrenata per il mondo dei motori e per la terra emiliana: sono le tappe di uno straordinario percorso umano e professionale che Horacio Pagani, patron del marchio automobilistico divenuto eccellenza, racconta dal palco di Piazza della Vittoria. Per l’occasione, lo stesso Pagani ha ricevuto il Premio Città di Castelfranco da parte del sindaco Giovanni Gargano accompagnato da Francesco Zuffi, primo cittadino di San Cesario dove hanno sede azienda e museo.
Il costruttore, inoltre, si è raccontato in una lunga intervista di fronte al pubblico delle grandi occasioni. Dalla giovinezza vissuta nella periferia argentina, dell’irresistibile “fiebre de tornillos”, incurabile passione per i motori e le automobili. «Arte e scienza, citando Leonardo da Vinci, vanno di pari passo: in questo pensiero ho sempre trovato lo spunto per migliorarmi, e questa filosofia è rimasta alla base del mio lavoro». Un predestinato, la conferma arriva nel ricordo del pilota Juan Manuel Fangio, suo connazionale: «Fangio era un mito per tutti gli argentini, e quando seppe che mi sarei trasferito in Italia scrisse per me cinque lettere di raccomandazione da consegnare ai grandi costruttori di automobili, Enzo Ferrari in testa. Ero animato da una grandissima convinzione: l’energia e l’inventiva sprigionate dalla terra d’Emilia sono attrattive anche oltreoceano, e arrivato qui come operaio saldatore ho voluto mettere a frutto la passione. Per progredire è fondamentale il rispetto per la tradizione e per quello che altri hanno fatto prima di noi. Le mie automobili derivano da questa lunghissima storia scritta da tanti». Non è cambiato, il pensiero di Pagani, negli anni: l'uomo è sempre al centro. «Le aziende sono fatte di persone, e noi creiamo e vestiamo prodotti artigianali di eccellenza. Probabilmente siamo l’unica azienda al mondo dove si possono vedere automobili costruite interamente a mano». L’artigianalità è elevatissima, alla Pagani Automobili, e per completare ogni vettura occorre molto tempo: «Il cliente - precisa il patron - si deve divertire percorrendo l’itinerario in cui lo accompagnamo, dall’ordine al momento della consegna». Pagani ama ricordare che «siamo i dipendenti dei nostri clienti, e quando ci ringraziano, noi ricambiamo per averci dato la possibilità di costruire». L'Italia è un enorme museo del bello - ricorda - e il bello colpisce al cuore: «Sono sempre alla ricerca del miglioramento, guardando avanti con ottimismo assieme ai miei collaboratori. L’obiettivo, che è anche grande responsabilità, resta quello di realizzare i nostri progetti, applicando nuove strategie e investendo in ricerca e sviluppo. La crisi si affronta e si supera lavorando insieme, continuando a sognare».
«Questo riconoscimento è particolarmente significativo - sono le parole di Gargano, sindaco di Castelfranco - perché rappresenta un importantissimo rinvenimento archeologico del territorio: l’Aes Signatum, piccolo lingotto di bronzo, che abbiamo ricreato artigianalmente e che è icona della città. Le identità e i patrimoni locali, così, si sposano idealmente». Gli fa eco Zuffi: «Da alcuni mesi stiamo lavorando con Castelfranco per realizzare un progetto che valorizzi la storia di tutti i giorni, quella non raccontata ma altrettanto importante. Abbiamo lavorato molto, in sinergia, e vogliamo far conoscere al grande pubblico le bellezze dei nostri territori». —
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