Gazzetta di Modena

Modena

PROGETTO ALL’ISTITUTO CHARITAS 

Comunicare è un diritto anche per i disabili gravi

Gabriele Canovi
Comunicare è un diritto anche per i disabili gravi

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Gabriele Canovi

Asp Charitas, Unimore, Associazione Futuro Onlus e Controvento uniscono le forze e danno vita al progetto “Tre Step”. L’iniziativa, avviata a gennaio scorso, è estremamente innovativa e in tre passi sperimenta la “comunicazione aumentativa alternativa” (CAA) per gli ospiti dell’Istituto Charitas affetti da disabilità gravi e gravissime. «Siamo la struttura più grande e importante della regione, sia per tipologia che per dimensione – esordisce il presidente di Asp Charitas, Mario Rebecchi – e Tre Step nasce con l’obiettivo di favorire e garantire il diritto di comunicare a coloro che non sono in grado di utilizzare il linguaggio verbale, con il fine di migliorare le relazioni interpersonali con famigliari e operatori. Per noi questa iniziativa ha grande importanza, 8 persone su 10 residenti presso il nostro istituto non sono in grado di utilizzare, parzialmente o totalmente, il linguaggio verbale. Il nostro compito sarà riuscire a estendere questo progetto a tutto il territorio modenese e regionale”.

Le attività previste si suddividono in tre passi: lo step iniziale è dedicato alla ricerca, seguito da una fase di diffusione della conoscenza tecnica nel personale, per concludersi con l’attivazione di un centro di consulenza rivolto all’esterno. Concreto è stato l’aiuto dato da “Associazione Futuro”: «Lo scopo dell’associazione – spiega il dottor Pierluigi Bancale, presidente di “Futuro” – è di migliorare la vita di coloro che sono a rischio esclusione o emarginazione, favorendo attraverso il supporto educativo e sociale il loro pieno coinvolgimento nella società e la realizzazione del libero arbitrio. È per noi vitale l’autorealizzazione di ogni singolo individuo. Prosegue L’obiettivo finale di permettere a individui con gravi disabilità di comunicare i propri sentimenti e le proprie emozioni, affinché il loro benessere e quello delle loro famiglie aumenti». Anello fondamentale di questa catena è Unimore, come spiegano i docenti Giacomo Guaraldi e Silvia Gozzi: «L’Università – sottolinea il professore – è stato il primo ateneo in Italia a realizzare un master sulla comunicazione aumentativa alternativa. L’università metterà a servizio del progetto le proprie competenze scientifiche e la propria professionalità, poiché ritiene questa sperimentazione molto importante anche a livello scientifico». Prosegue Silvia Gozzi, docente del master: «La CAA rappresenta un’area della pratica clinica che cerca di compensare i bisogni comunicativi di certe persone affette da disabilità mediante la costruzione di un sistema flessibile e personalizzato su misura per ogni individuo. Indirizziamo le persone più fragili a esternare e valorizzare i propri punti di forza».

Investire nelle risorse umane è anche l’obiettivo di Controvento, organizzazione che affianca Asp Charitas nel settore della disabilità. «Controvento vuole – spiega Chiara Arletti, vicepresidente dell’associazione – creare opportunità, iniziative e fare ricerche sulle tematiche che riguardano la disabilità». —

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