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Spaccatura interna alla Lega: lasciano due consiglieri

A.P.

Ormai deteriorato il rapporto con la capogruppo Girotti. Sardone e Tomesani salutano e danno vita ad una Civica: «Non c’erano altre possibilità»

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CASTELFRANCO

Spaccatura nella Lega con la capogruppo Cristina Girotti Zirotti: lunedì scorso i consiglieri comunali Michele Sardone e Gianluca Tommesani hanno formalmente abbandonato la coalizione Lega-Salvini Premier, con cui erano stati nominati alle elezioni amministrative 2019, per dare vita al nuovo gruppo consigliare “Civica per Castelfranco”.

«La capogruppo - precisano - non ha mai voluto provvedere a una ripartizione interna degli incarichi, assumendo personalmente qualsiasi decisione, convinta che chiunque dovesse attenervisi. Il deteriorarsi dei rapporti non solo politici, della fiducia e della coerenza non ci lascia alternative». La loro posizione è ampiamente condivisa, considerato che dalle decine di attivisti ne sono rimasti uno sparuto gruppo. «La scelta fatta è attribuibile a questo atteggiamento prevaricatore, e nonostante la nostra ferma volontà di continuare a riconoscerci nei principi della destra, non potevamo proseguire. La richiesta di comporre pacificamente la situazione, che gli organismi regionali le avevano inoltrato, non ha avuto seguito, e la signora Girotti Zirotti non ha mai preso contatti in tal senso con noi». Questa univoca arbitrarietà, proseguono Sardone e Tommesani, ha provocato lo sfaldamento di un gruppo che lavorava molto bene. «A Castelfranco avevamo ottenuto un buon risultato, e in 5 anni avevamo posto ottime basi. Eravamo riusciti per la prima volta ad arrivare al ballottaggio, e adesso tutto sta implodendo». La costituzione di “Civica per Castelfranco” vuole rappresentare un netto contrasto a livello personale, non certamente ideologico: «Crediamo fermamente nei valori che Matteo Salvini ha proposto, e siamo convinti di portarli avanti, da oggi, nella maniera migliore». Gli elettori, in città, non restano indifferenti all'atteggiamento prevaricatore: «Molti si domandano, e ci chiedono, se a Castelfranco la Lega esista ancora. Vogliamo rimediare a questo scollamento che si è prodotto tra i vertici e l'elettorato locale, rimettendo insieme le componenti di un sistema che aveva dimostrato di funzionare».

A.P.

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