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Va a fuoco la cucina del ristorante la Corte degli Ulivi

G.F.
Va a fuoco la cucina del ristorante la Corte degli Ulivi

L’incendio è divampato ieri mattina. Forse un cortocircuito Antonaci: «Stop di pochi giorni ma ci rialzeremo presto»

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«Un fumo nero, denso». Erano circa le 10 di ieri quando Christian Careddu, chef della Corte degli Ulivi, ha visto levarsi verso l’alto una coltre dall’odore intenso.

Partiva dalla cucina, il luogo di lavoro per eccellenza di chi è chiamato a stupire con le creazioni culinarie. «Non appena ho visto il fumo che usciva dal comignolo ho subito chiamato i vigili del fuoco», rivela lo chef.

Mentre arrivavano i pompieri, nell’attività sono stati compiuti gli adeguati accorgimenti per evitare peggiori conseguenze. Azioni quali «spegnere il gas e tutti gli impianti» per scongiurare il rischio di esplosioni.

Intervenuti sul posto, i vigli del fuoco hanno contrastato le fiamme fino a domarle del tutto. Secondo una prima ricognizione, il rogo s’è propagato dalla sezione dedicata alla lavorazione della pasta. Una possibile causa è stata identificata in un cortocircuito elettrico.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha fatto sì che si escludessero danni strutturali a una prima supervisione, completata verso le 12,30 di ieri mattina.

Il lavoro da fare non manca. Spazzare via i cocci di vetro e gli oggetti sparsi in varie parti dall’interno è la parte più semplice. Occorreranno nuove apparecchiature per sostituire quelle danneggiate irrimediabilmente. Almeno una griglia per il barbecue andrà rimpiazzata. Una porta sarà sostituita.

Un ulteriore colpo per un’attività che il 22 maggio scorso ha conosciuto il risveglio da «un incubo che ci ha stravolto la vita». Quel venerdì, infatti, la Corte degli Ulivi ha potuto schiudere di nuovo le porte ai clienti. Ennio Antonaci, uno dei soci del locale, assicura che lo stop dovuto all’incendio sarà davvero di pochi giorni. «Ho contattato i clienti di ieri, di oggi e di domani - spiega Antonaci , uno dei soci titolari del locale - per avvertirli di quanto accaduto. Per sabato non ho invece ancora detto nulla perché confidiamo di poter ripartire».

Una ripartenza che dev’essere prima autorizzata, come di prassi, con tutte le certificazioni del caso. «Dobbiamo sottoporci giustamente a tutte le verifiche - aggiunge Antonaci - ma confidiamo di ripartire alla svelta e limitare al massimo i giorni di chiusura forzata». Una riapertura che Antonaci, Careddu e lo staff attendono con ansia in quella che è un’annata comunque da dimenticare. «Forza e coraggio», erano i commenti sui social in vista della riapertura di maggio . «Da allora ci siamo ripresi bene e sarà così anche questa volta», conclude Antonaci. —

G.F.



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