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Dal bambino di 3 mesi a genitori e anziani «La comunità islamica ha risposto all’appello»

serena arbizzi

Sono 81 i tamponi effettuati nel cortile del “Biscione” di Carpi  Si teme l’espansione del focolaio dopo l’Ashura a San Marino  

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il racconto

serena arbizzi

Alì ha soltanto tre mesi ed è perplesso quando vede l’asta sottile con cui il personale Ausl sta per fargli un prelievo, che il piccolo affronterà senza nemmeno un lamento. Alì è tra gli 81 appartenenti alla comunità pakistana e, più in generale, islamica di Carpi che ieri, dalle 12 alle 14, ha deciso di sottoporsi al tampone.

L’iniziativa è stata disposta in seguito alla festa islamica, organizzata un paio di settimane fa a Carpi, per commemorare la morte del nipote di Maometto, l’Ashura. Una ricorrenza che ogin anno viene osservata in città e che nel 2020 è stata celebrata sia nel luogo di culto al primo piano di via Unione Sovietica, sia alla Polisportiva di San Marino, con il momento clou, il 29 agosto, che ha richiamato fedeli da tutta Italia.

Due dei partecipanti alle celebrazioni sono risultati positivi al virus. Tra chi ha preso parte all’Ashura, infatti, c’è già chi si è sottoposto al tampone. Visti questi dati e temendo l’espansione del focolaio, considerato anche l’inizio imminente delle scuole, il Comune di Carpi e l’Ausl hano deciso di agire in via preventiva.

I vertici delle comunità musulmane hanno richiamato il più possibile i fedeli appartenenti alle associazioni, che in via Unione Sovietica sono almeno cinque, affinché si sottoponessero al tampone.

In fila per l’esame, sono arrivate numerose famiglie. Funzionava così: nel cortile del “Biscione”, il grande complesso che sarà oggetto di riqualificazione per milioni di euro, è stato istituito il punto tamponi. Il paziente, una volta seduto, veniva sottoposto al tampone da due operatori dell’Ausl, protetti dalla testa ai piedi. In un altro punto poco distante, sempre il personale dell’azienda sanitaria si occupava di registrare chi si è sottoposto al test.

Fin dall’inizio del monitoraggio, sul posto è arrivato Javaid Iqbal, della Consulta per l’integrazione: «Sottoporsi al tampone è un’azione di responsabilità, alla luce dei contagi registrati. Siamo qui per la nostra sicurezza, ma anche per quella di tutti. Da mezzogiorno in tanti hanno iniziato a venire qui per fare il tampone e collaborare con Ausl e Comune». Anche l’assessore alle Politiche Sociali del Comune, Tamara Calzolari, è sul posto: «Ci sono tanta adesione e collaborazione. Un dato positivo che certifica come questo provvedimento sia stato recepito e l’occasione utilizzata».

Davanti al “Biscione” sono arrivati anche i tre portavoce delle associazioni islamiche che hanno sede al primo piano. «C’erano tante persone arrivate da fuori alla commemorazione dell’Ashura - spiega Shakir Ali Raza, responsabile di Imamya and Welfare - La festa è durata più giorni, il momento più importante si è tenuto a San Marino. Per questo abbiamo sparso la voce in tutta Italia alla notizia dei contagi: e abbiamo invitato a venire qui o a rivolgersi all’Ausl più vicina».

Anche nei luoghi di culto sono state prese precauzioni per prevenire il virus. «I bagni sono chiusi in via precauzionale - spiega Raza Ahmad del centro Minhaj ul Quran - Abbiamo gel igienizzante dappertutto e, per terra, stendiamo un foglio quando dobbiamo pregare, dal momento che in quello stesso punto, in un momento successivo, potrebbe trovarsi un altro fedele».

Ieri mattina era presente anche l’imam Khan , proveniente dal Pakistan, durante i tamponi: «Ai nostri fedeli raccomandiamo l’utilizzo delle mascherine e degli altri dispositivi - racconta in arabo - E chiediamo di tenersi a distanza. Addirittura abbiamo organizzato che due di noi stiano tra i fedeli per fare rispettare le misure di sicurezza, come, appunto, il distanziamento». —

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