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Doppio turno, sicurezza e pane confezionato Così ripartono le mense nelle scuole

Stefano Luppi
Doppio turno, sicurezza e pane confezionato Così ripartono le mense nelle scuole

Antonella Gozzi, responsabile Cir Food, illustra il servizio pasti «Solo i bambini della primaria Emilio Po mangeranno sui banchi» 

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Domani, con la partenza del primo anno scolastico dell’era Covid, anche chi serve i pasti dovrà affrontare una nuova sfida. Il colosso della distribuzione nel Modenese è l’azienda Cir Food, che serve oltre 5mila pasti al giorno in 150 scuole tra città e provincia e in questi mesi ha dovuto ingegnarsi non poco per trovare la “quadra” per il rispetto delle norme anti-contagio. Le regole, infatti, dettate all’Ausl sono rigidissime: i bambini non possono creare, ovviamente, assembramenti neppure nell’ora del pasto. Spiega tutto Antonella Gozzi, responsabile commerciale Cir Food per Modena e Bologna.

Gozzi, partiamo dall’inizio: quando e come avete organizzato il servizio?

«Intanto ricordo che Cir non si è mai fermata visto che abbiamo rifornito, in modo ovviamente differente rispetto al servizio scolastico, ospedali e altre strutture ai tempi della emergenza. Eravamo insomma in prima linea e ora ci torniamo con le scuole, secondo un progetto che è nato in collaborazione con il Comune e con ogni plesso scolastico modenese».

Entriamo nel merito?

«Ci occupiamo dell’argomento da giugno e nelle ultime due settimane abbiamo lavorato per trovare la soluzione migliore possibile per garantire la qualità del servizio. Per ogni plesso scolastico, in cui la forbice va dai 40 ai 400 alunni, abbiamo calcolato se gli spazi dei refettori dove gli alunni mangiano fossero adatti alle nuove regole. Quasi dappertutto siamo riusciti a restare in quel luogo. Solo in un caso a Modena abbiamo deciso di servire il pasto in classe, la Primaria Emilio Po».

Com’è allestito il “nuovo” servizio pasti?

«Quasi dappertutto abbiamo organizzato due turni per i refettori, il primo alle 12,30 e l’altro a partire dalle 13,15. Tra i due turni ogni tavolo e ogni sedia viene sanificato con prodotti idonei perché alcolici. I bambini arrivano e trovano sul tavolo il pane confezionato in monoporzione, il bicchiere e le posate. Non può ovviamente più alzarsi durante il pasto che quindi abbiamo considerato possa durare venti, massimo trenta minuti. Ovviamente garantendo ogni distanziamento e tutte le regole precise, voglio rassicurare ogni genitore che affida alla scuola il proprio figlio o figlia».

Primo e secondo turno non si incontrano?

«No assolutamente, ogni classe, o “bolla”, è autonoma. Anzi, ogni bimbo ha la sua frutta prestabilita e se non la mangia la può portare a casa. Abbiamo allargato il più possibile i refettori e, ripeto, tutte le regole saranno rispettate anche per un particolare».

Quale?

«Da inizio settembre anche il nostro personale impegnato in servizi scolastici è stato informato e gli è stata offerta a possibilità di fare lo screening tramite l’esame sierologico. Esattamente come hanno fatto le maestre. Larga parte del nostro personale ha fatto questo esame e in ogni caso ogni operatrice che entra a scuola avrà tutta la necessaria strumentazione di protezione personale».

Tutto è filato liscio?

«A Modena, per fortuna, direi di sì. Abbiamo appunto solo una scuola dove serviamo il pasto in classe. Sarebbe meglio che i bambini pranzassero in refettorio, per salvare la socialità anche in questi tempi complicati, tuttavia alla Emilio Po proprio non è stato possibile, dunque qui abbiamo un altro protocollo. Mentre gli alunni vanno a lavarsi le mani noi sanifichiamo ogni banco nelle classi dopodiché serviamo un piatto multispazio ovviamente con le spesse porzioni e menù stabiliti».

Ha descritto la situazione nelle scuole primarie, ma in asili nido e scuole d’infanzia che accade?

«In questi edifici la situazione è identica al passato, almeno per quanto ci riguarda. Non cambia nulla, a parte la sicurezza anche delle operatrici, perché al nido i pasti sono cucinati dalle cuoche interne. Alla materna invece in circa l’80 per cento dei casi il servizio è svolto dagli operatori ovviamente in sicurezza. Insomma la situazione è complessa, ma abbiamo fatto il possibile e devo dire che nel Modenese - conclude Gozzi - la collaborazione mi è sembrata buona».



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