San Pellegrino in Alpe «Tagli sullo scuolabus nostro figlio resta a casa»
FRASSINORO
«L'amministrazione comunale di Frassinoro fa scelte discrezionali sull’ organizzazione del trasporto scolastico senza seguire i criteri di equità, solidarietà e uguaglianza». È la sottolineatura, pesante, che alcuni genitori di ragazzi delle scuole medie fanno, tramite avvocato, in una lettera appena inviata a Regione, Provincia, Comune e Direzione didattica per denunciare il caso- scuolabus.
Una delle mamme firmatarie, Vanessa Verucchi di San Pellegrino in Alpe, annuncia: «In queste condizioni io lunedì mio figlio Leonardo, che deve iniziare la terza media, non lo mando a scuola». Il Comune ha adottato un Piano trasporti che, per contenere le spese, chiede alle famiglie più lontane di avvicinare al mattino i figli a una fermata prestabilita. In un caso i genitori devono fare 88 km fra andata e ritorno; al rientro l’accompagnamento a casa è mantenuto, anche per una questione di custodia. Al sabato invece niente scuolabus: trasporto interamente a carico dei genitori.
Chi lavora può trovarsi in grande difficoltà organizzativa, sia al sabato che negli altri giorni. Servizio invece pieno per gli alunni della scuola d’infanzia e per quelli più vicini al capoluogo. Biasimata dai genitori anche la scelta di utilizzare risorse per personale che misura la temperatura in salita sullo scuolabus, perché la prevenzione è vanificata subito all’arrivo a scuola dal contatto con alunni che giungono con le corriere Seta, dove non ci sono termoscanner, o in auto coi genitori. «La Regione ha dato al Comune 1,2 milioni per una scuola nuova con cui garantire il diritto allo studio – ricorda Vanessa Verucchi– Chissà che ne pensa di queste scelte sullo scuolabus». —
D.M.
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