Modena primo giorno di scuola tra distanze, gel, sorrisi dietro le mascherine. E una dura protesta
MODENA E venne finalmente il giorno della prima campanella a Modena, come in tutta la provincia e in regione. Dopo mesi di discussioni, proiezioni, previsioni, scenari e chi più ne ha più ne metta, la mattina del 14 settembre alunni e studenti hanno finalmente varcato la soglia dei rispettivi edifici scolastici.
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E a ben vedere i più preoccupati erano sicuramente insegnanti , doenti e genitori. Soprattutto per le responsabilità. Felici e emozionati i diretti interessati per i quali, una volta indossata la mascherina mantenute le distanze, ricoperto le mani di gel igienizzante, l'importante era ritrovare i compagni di classe.
A Modena la nota stonata - in quanto problema ben noto da settimane ma che le istituzioni competenti non sono riuscite a risolvere - è risultato quello dell'Istituto Barozzi. Qui puntuale è andata in scena la protesta di genitori, studenti e anche docenti, furibondi per il fatto che 260 studenti di fatto sono rimasti fuori dalla scuola a causa dei pochi spazi disponibili rispetto alla domanda.
E dei pochi spazi a disposizione una parte è stata data al liceo Muratori a sua volta subbissato di richieste di iscrizione.
Il Barozzi ha vissuto tutto questo come ingiustizia e discriminazione. Stati d'animo esternati nella protesta "abbracciamo la scuola", con gli studenti che invece di entrare si sono posizionati tutt'intorno all'edificio imbracciando cartelli di protesta.
A loro il presidente della Provincia Giandomenico Tomei, che con il suo ente aveva il compito di provare a risolvere la diatriba, ha replicato che ha dato loro ben 7 tra aule e laboratori in più, di più non poteva fare.
Clima più disteso nelle scuole elementari e medie cittadine
I ragazzi, con naso e bocca coperti dalla mascherina che potranno abbassare solo una volta al banco, entrano a scuola, ordinati per classe, in fila indiana e ben distanziati; prima quelli giunti in bici che depositano la due ruote nel porta biciclette, poi tutti gli altri.
All’interno è tutto pronto: percorsi di entrata e uscita differenziati, gel disinfettante in ogni postazione, banchi distanziati nelle classi, bene esposte le regole che i docenti condivideranno con i ragazzi in queste prime ore e durante tutto questo particolare anno scolastico e, alla lavagna, i messaggi di ben tornati degli loro insegnanti. All’ingresso dell’atrio, in bella vista, un registro per tracciare tutte le presenze, per sapere sempre chi è entrato a scuola in un determinato giorno.
Oggi alla scuola secondaria di primo grado Lanfranco di Modena hanno firmato e lasciato i loro recapiti anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli e l’assessora all’Istruzione Grazia Baracchi in visita ad alcuni plessi scolastici per un saluto a tutti gli studenti nel giorno della prima campanella di un anno scolastico molto particolare, oltre che a dirigenti, insegnanti e collaboratori scolastici che in questi mesi hanno collaborato con il Comune riorganizzando gli spazi, oltre l’attività didattica, in modo da fa ripartire la scuola in presenza.
Nell’ambito dei lavori che hanno interessato tutti gli istituti comprensivi della città, alle Lanfranco diverse pareti sono state abbattute o spostate per poter accogliere tutti gli studenti nel rispetto delle distanze previste dalle misure anti-Covid. La dirigente scolastica Patrizia Fravolini mostra il lavoro fatto, l’ampliamento delle aule che consente di non lasciare a casa nessuno, a partire da un alunno con disabilità che questa mattina ha fatto ingresso a scuola insieme ai suoi compagni e che potrà con loro condividere anche la presenza in aula grazie agli ampi spazi ottenuti. I lavori sono stati anche l’occasione per valorizzare vecchi spazi ricavando una nuova grande sala che diventerà a breve, non appena arrivate le attrezzature, l’aula tecnologica, in grado di ospitare anche le classi più numerose.
Alle primarie gli spazi sono stati calcolati e ripensati anche in funzione del servizio di ristorazione. La mensa con le opportune rivisitazioni del servizio di distribuzione del pasto, delle procedure di apparecchiatura e sanificazione dei locali e addirittura con alcune piccole modifiche al menù è garantita in tutte le scuole dove era già attivo il servizio di tempo pieno. Alle Don Milani di via del Luzzo la dirigente Antonietta Bianca Ferrara mostra la nuova organizzazione dell’ampio refettorio con gli studenti che pranzeranno distanziati a quattro per tavolo, in due turni dando la precedenza ai più piccoli. Qui, nell’ambito dei lavori di adeguamento, come in molte altre scuole, sono stati completamente rifatti i servizi igienici e aperto un nuovo accesso, il terzo, alla scuola dal giardino, per consentire appunto di differenziare gli ingressi.
All’interno dell’edificio, circondato da un ampio giardino al Villaggio Zeta, frecce colorate indicano le sedute da non utilizzare, come i percorsi di ingresso e di uscita e fuori da ogni classe, appesi agli attaccapanni, ci sono i sacchetti in cui i bambini hanno riposto le giacche. La maestra della classe più numerosa, poco abituata a vedere i suoi bambini da lontano, si è anche dotata di un piccolo microfono che le permette di farsi sentire bene da tutti i 28 alunni, senza abbassare la mascherina e rinunciare ad avvicinarsi ai banchi.
Da parte loro gli alunni, sanno che a scuola dovranno portare solo il materiale essenziale, che non lo potranno scambiare con i compagni; all’interno della cartella, insieme alla merenda, la mamma ha messo anche il gel igienizzante e una mascherina di riserva, in attesa che la scuola distribuisca quelle che arriveranno dal ministero. E sono pronti a imparare le nuove regole, ma tutto questo per loro poco importa, rapidamente diventerà la nuova normalità; felici salutano i signori che sono venuti in visita, ciò che conta è essere tornati a scuola, rivedere insegnanti, compagni e farsi nuovi amici.
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