Gazzetta di Modena

Modena

la denuncia 

«Noi del bar del parco Tassi circondati da facce pericolose»

Daniele Dei
«Noi del bar del parco Tassi circondati da facce pericolose»

La titolare: «Stiamo diventando un presidio di quartiere. I clienti hanno paura» «Siamo vicini al Sert e servono maggiori controlli delle forze dell’ordine»

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Situazione difficile quella che da ormai un po' di tempo vive il Parco Tassi, angolo verde della città immediatamente di fronte al distretto dell'Asl. Un luogo curato e adatto ai bambini, ma dove a più ore del giorno e della notte girano personaggi che creano disturbo della quiete pubblica e talvolta si rendono pericolosi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata nel pomeriggio di alcuni giorni fa: un uomo a torso nudo e con ferite addosso ha iniziato a spaccare bottiglie di vetro accanto alla casetta di legno di Parco Tassi, davanti a bambini impauriti, genitori e nonni. Sono arrivati i carabinieri per cercare di calmare il giovane, un 20enne di origini straniere, particolarmente esagitato. Poi è stata chiamata un'ambulanza ed è stato portato via. Al Bar City, che si trova proprio di fronte al parco, dicono che da inizio anno la stessa persona si rende protagonista di episodi di disturbo della quiete pubblica, in cui crea pericolo per se stesso e gli altri attorno. «È venuto qui dentro, era pieno di tagli - racconta Oliva Gabriele, gestore del locale di via Fratelli Cairoli - gli abbiamo detto di mettersi la maglietta e sono stati allertati i carabinieri. Ha iniziato a correre avanti e indietro nel parco, poi sono andata là visto che lo vedo ormai da tempo ed è sempre messo in questa situazione. Ho cercato di calmarlo, di farlo sedere, gli ho dato una sigaretta ed è stato più quieto. Tutti i giorni questo ragazzo vive così, almeno da gennaio. Si fa male da solo, si procura tagli, i bambini si spaventano». Per la signora Gabriele a questo punto si tratta però non di una questione sporadica, ma di un tema che merita attenzione. «I carabinieri bisogna che passino di qui più spesso - prosegue la barista - ci sono persone con disagio che vengono al presidio Asl e talvolta ci sono problemi. Uno l'altro giorno è entrato qui chiedendomi di medicargli un braccio che si era tagliato, poi è andato dentro il distretto sanitario e lì hanno chiamato il 112. Persone che vengono al Sert, a prendere il metadone, quando escono dove vuoi che vadano se non nel parco di fronte o al bar? Quindi, non è il nostro un locale malfamato, se uno viene qui, paga la birra e se ne va per me finisce lì». Il bar diventa dunque un presidio di quartiere allo stato attuale: «Quando certe persone vedono me spesso si calmano - conclude Oliva Gabriele - queste persone non hanno casa, dormono nelle ceramiche abbandonate o comunque fuori, e quindi o sono da me o vanno alla birreria di fronte alla sera, finché possono». Al mattino nei cestini di Parco Tassi troviamo bottiglie di vino e alcolici e, a opposte distanze, delle persone. Da un lato un nonno col bimbo sull'altalena, sull'altro due uomini che già stanno bevendo birra già intorno alle nove. —

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