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Iris Ceramiche guida il gruppo di aziende che sostiene la mobilità su due ruote

Saverio Cioce

Fiorano. Intesa con il Comune per i contributi a chi va a lavorare in bici 

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la storia

FIORANO

Dopo Maranello anche Fiorano sta stringendo i bulloni per il turbo progetto che offre un rimborso chilometrico a chi lascia in garage la vettura e va al lavoro su due ruote.

Questa volta il colpo grosso arriva con l’adesione del gigante delle piastrelle, Iris Ceramiche, che ha sottoscritto con il sindaco Tosi l’impegno a collaborare.

Oltre al colosso delle piastrelle è della partita anche l’azienda Metal Lift e Tecnoferrari, che produce impianti e automazioni per le industrie ceramiche. Ma già ci sono un’altra decina di aziende che stanno entrando nell’ottica di aderire al progetto “Bike To Work”, che è su scala regionale e nei prossimi giorni il Comune busserà alla porta di tutte le aziende del suo territorio per allargare il numero dei soggetti coinvolti.

Il contenuto dell’intesa?

Quello di offrire ai dipendenti che ne facciano richiesta la possibilità di andare a lavorare in bicicletta con un contributo di 20 centesimi al chilometro.

L’azienda effettua i controlli sulle presenze, trasmettendo al Comune gli elenchi, mentre l’amministrazione eroga - direttamente sul conto corrente - il contributo a fine mese, per un massimo di 50 euro ogni trenta giorni.

Basterà quest’entrata supplementare ad accendere il motore della mobilità sostenibile? Sarà il carburante che metterà in moto una rete di trasporti più sostenibili?

«Sono molto ottimista - dice Tosi - Il contributo pubblico che arriva dalla Regione è di 9 mila euro, come Maranello del resto che ha una popolazione come la nostra. Se facciamo due conti, ipotizzando la media massima di 50 euro per ogni lavoratore che si converte alle due ruote, e ha la possibilità di farlo nel tragitto casa lavoro, abbiamo un equivalente di 180 mesi, ovvero 45 persone per quattro mesi. Oppure ancora 90 per due mesi. Certo, non si cambia il mondo con un numeri così piccoli. Per questo, siccome siamo pienamente convinti della bontà dell’iniziativa, come Comune siamo disposti ad aggiungere un contributo dal nostro bilancio in modo da coinvolgere un numero sempre maggiore di fioranesi. E non escludiamo neppure una collaborazione più stretta con il mondo delle aziende per studiare formule che permettano anche al mondo produttivo di offrire incentivi detassati e magari detraibili».

Tosi non sta sognando a occhi aperti ma come a Maranello è forte l’esigenza di togliere dalle strade iperaffollate una quota rilevante di auto per il tragitto casa-lavoro.

Un altro esempio? Se ci fossero lavoratori che potessero contare sulla certezza di contributi regolari per una decina di mesi, si ritroverebbero in tasca un robusto contributo per la bici elettrica che sarebbero poi invogliati a usare anche durante il resto della settimana.

Una cosa che Tosi non dice ma molti amministratori locali stanno pensando è la spinta che può arrivare alle due ruote elettriche dalla paura dei contagi per una seconda ondata. Chi vive a sette, otto chilometri dal Fiorano, anche sulle colline vicine, non ha voglia di andare a lavorare in bicicletta per il peso delle salite e, d’estate, anche del caldo. Ma l’idea di prendere corriere affollate non piace a nessuno, così come le code in auto vengono viste come una sofferenza ineluttabile. Ma la bici elettrica può essere il jolly. —

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