«Mi incateno davanti all’Inps Voglio il denaro che mi spetta»
Saverio Corasaniti, pensionato, sosta in via Remesina e invoca l’aiuto di Conte Solidarietà dai negozianti vicini alla sede dell’istituto che gli portano cibo e acqua
«L’Inps mi deve restituire i soldi che mi h a trattenuto ingiustamente: per questo ho deciso di venire qui davanti, di incatenarmi e di aspettare finché qualcuno, che sia il presidente nazionale dell’istituto, o il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non mi darà una risposta».
Saverio Corasaniti ha 77 anni, è un pensionato, abita a Carpi, in via Berengario e ha deciso di dare vita a una protesta singolare: al mattino e al pomeriggio, durante gli orari di lavoro dello sportello Inps di via Remesina, chiuso per lockdown, Saverio si siede a pochi metri dalla porta d’ingresso e indossa una catena, legata alla sua bicicletta. Un modo per indicare che non sarà facile convincerlo ad andarsene.
Numerosi i commercianti e i residenti che lo hanno notato, dal momento che lo sportello Inps sorge nel quartiere Remesina, uno dei più popolosi della città.
«La questione è molto lunga e si compone di tanti tasselli messi insieme - premette il 77enne - Io sono in pensione dall’aprile del 2009. Ho presentato domanda per ottenere il reddito di cittadinanza e mi spetterebbero di diritto 103 euro, ma me ne vengono erogati soltanto 64,75. I 103 euro mi consentirebbero di raggiungere i 780 euro totali di introito: 527 è la pensione base, mentre altri 150 euro mi vengono dati per la casa. Ho provato a farmi sentire in tutti i modi, anche tramite il Patronato: loro mi hanno risposto che sono disponibili a erogarmi soltanto quella somma. Ma gli errori risalgono alle origini, al 2009. Io ho presentato domanda di pensionea Soverato (Catanzaro). Mi risultavano 19 anni e nove mesi di contributi: allora bastavano 15 anni per la pensione di vecchiaia, invece ho ottenuto la pensione sociale. Proprio in quel periodo, infatti, è stata approvata la norma che oneva il tetto minimo per la pensione di vecchiaia a 20mila euro. Così, percepisco 409 euro al mese invece di 519. Fino al 2012 ho beneficiato di un’indicizzazione che mi ha consentito di arrivare, con 12 euro in p iù per ogni anno, a 449 euro. Il Governo Monti ha bloccato le pensioni superiori a 1200 euro, però hanno bloccato anche la mia, nonostante fosse inferiore. Così, dal 2013 al 201 ho preso 449 euro senza più l’indicizzazione».
C’è un’ulteriore complicazione. Saverio nel 2015 ha lavorato e guadagnato. «L’Inps dice che non avrei avuto diritto alla pensione per quel periodo, che, però, mi ha reiterato anche per il 2016, ma l’anno successivo io non ho lavorato - continua Corasaniti - Morale: l’Inps mi ha contabilizzato 192 euro al mese per due anni e li rivuole: per questo mi sta facendo trattenute. Io chiedo, fatti tutti i conteggi di questi disservizi, 100mila euro di indennizzo, contando anche le due fibrillazioni cardiache per la rabbia accumulata». —
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