Gazzetta di Modena

Modena

Valli e Barchessoni, tesori da rilanciare

Paola Ducci

L’assessore Gandolfi e Rebecchi del Ceas: «L’area protetta è unica, 300 specie di uccelli. E col Covid tanti turisti»

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AMBIENTE

Paola Ducci

/ MIRANDOLA

L’obiettivo è chiaro: rilanciare il patrimonio ambientale delle Valli, quella fetta di Modenese, diventata area protettta e dove tra gli storici Barchessoni, la campagna e gli specchi d’acqua creati nel 1994 grazie a incentivi dell’Unione Europea nidificano più di trecento specie di uccelli. Ad iniziare dagli aironi. Eccole le “Valli Mirandolesi”: l’area che e si estende a nord della frazione di Mortizzuolo e a sud delle frazioni di Gavello e San Martino Spino. «Quest’anno abbiamo assistito a una riscoperta di questo tesoro ambientale e turistico – afferma Fabrizio Gandolfi (nella foto a destra), assessore allo sviluppo del territorio – A Mirandola, da tempo, stiamo lavorando per rendere sempre più accoglienti, ospitali e turistiche le nostre Valli mettendo in campo numerose iniziative e le Valli possono diventare una grande risorsa turistica».

E proprio all’interno di questo territorio, tra San Martino Spino e Gavello, si trova un manufatto rurale di singolare bellezza, il Barchessone Vecchio, che racchiude una parte importantissima della storia e delle tradizioni socio-culturali delle Valli Mirandolesi, che risale al primo ventennio dell’800 ed era nato come stabile adibito all’allevamento dei cavalli. Durante i secoli fu teatro di varie vicissitudini: nella prima e seconda guerra mondiale, fu utilizzato come centro di allevamento sia da parte dell’Esercito Italiano che dai nazisti nel 1944 e fu chiuso e abbandonato nel 1954 insieme alle altre strutture militari vicine. Ristrutturato e recuperato interamente negli anni 97-98-99 da parte del Comune di Mirandola, l’edificio fu danneggiato a seguito del sisma del 2012 ma beneficiò di una ulteriore nuova ristrutturazione negli anni 2018 e 2019. «Quest’estate siamo ripartiti con un programma ricco di novità e proposte – commentaa Sabrina Rebecchi, responsabile del Ceas La Raganella dell’Unione Area Nord- Da un paio di weekend siamo riaperti tutti i sabati e le domeniche dalle 15,30 alle 19,30 e lo saremo f ino al 18 ottobre. Attraverso le mostre naturalistiche scopriremo il suolo e i funghi della nostra Regione e ci interrogheremo su cosa possiamo fare per aiutare gli animali in pericolo di estinzione. Ci sarà anche il tempo dedicato alla riflessione su temi di attualità. Insieme agli insegnati del territorio scopriremo i benefici dell’educazione all'aria aperta e grazie alla mostra dell’Associazione Simone Catellani rifletteremo sul valore che ha avuto la natura durante il lock-down. Non mancheranno occasioni di vero divertimento con lo Spettacolo “Il sogno di tartaruga” della nota compagnia il Baule volante rivolto ai più piccoli e la manifestazione “Verde Vivo” in calendario per tutta la giornata di domenica, che coinvolgerà associazioni, enti e famiglie del territorio. Un’occasione per riscoprire sani stili di vita all’insegna della sostenibilità». Al Barchessone sarà inoltre possibile continuare a noleggiare le biciclette gratuitamente per esplorare in autonomia il territorio o per aderire alle iniziative della rassegna “Andar per valle – Le pedalate del Barchessone. Tutte le iniziative sono gratuite; è obbligatoria la prenotazione nel rispetto delle normative vigenti, entro e non oltre le 13 del venerdì precedente all’iniziativa a cui si desidera aderire. Per info e prenotazioni: 053529 507 – 713 – 724, cea.laraganella@unioneareanord.mo.it. Programma completo www.unioneareanord.mo.it

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