Gazzetta di Modena

Modena

arresti e sequestri 

Dall’Ecuador a Modena per stoccare la cocaina dei narcos albanesi

F.D.

2 MINUTI DI LETTURA





Modena era uno dei principali centri di stoccaggio della cocaina in arrivo dall’Ecuador. E a Modena vivevano o gravitavano almeno quattro soggetti che coprivano ruoli di spicco o erano vicini all’associazione di albanesi, capaci di importare in Europa tonnellate di droga da cui tutti si approvvigionavano, anche indirettamente. Quella scoperta dalla Squadra Mobile di Firenze, con il contributo di diversi dipartimenti delle polizie europee, è un cartello anomalo, che nasce in Albania ma mette la radici in Ecuador e allarga la propria influenza economica criminale a tutto il Nord Europa e l’Italia. Erano talmente strutturati e capaci da coniare un marchio per i panetti di cocaina che spedivano pura nei container caricati sulle navi cargo dirette nel Vecchio Continente.

Quel marchio “Bello” ha dato anche il nome all’operazione che ha portato a 31 misure di custodia cautelare, alla richiesta di sequestrare quasi 400 milioni di euro, al sequestro durante le varie fasi di indagine di oltre 5,5 milioni e di quasi 4 tonnellate di cocaina.

Gli arrestati sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga. Secondo gli investigatori il gruppo di albanesi ripercorreva “in tutto e per tutto parallela a quella dei grandi cartelli sudamericani” e che è da ritenersi “l’indiscusso ed apicale punto di riferimento per i gruppi albanesi specializzati nel traffico di droga”. Perché l’organizzazione aveva la capacità di sostenere economicamente le famiglie degli arrestati, di mettere a bilancio anche gravi perdite economiche e di esercitare pesanti pressioni affinché nessuno collaborasse con la giustizia, arrivando persino all’omicidio. E Modena? A Modena spesso la cocaina veniva nascosta con l’ausilio di un cliente, ritenuto estraneo all’organizzazione, ma che aveva diretti contatti con i vertici del Nord Italia dei narcos albanesi, uno dei quali ha vissuto diverso tempo in città, tanto che in occasione di un sequestro venne trovato il nome “Modena” sui panetti, a voler identificare chi sarebbe dovuto essere il destinatario finale. —

F.D.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google