Francesconi pronto «Ben tornati al Festival Filosofia Mostriamo le soglie di trasformazione legate alle “macchine"»
Il direttore racconta le linee teoriche della ventesima edizione «Viviamo ormai in un ecosistema tra umani e non, teniamone conto»
MODENA «Tra noi umani e le macchine esistono delle osmosi, visto che anche loro esercitano il pensiero, il calcolo e hanno competenze semantiche sempre più evolute. Le linee di demarcazione tra “noi” e “loro” sono dunque in trasformazione. Il festival odierno quindi già oggi ci fa immaginare un ecosistema composito e non è il caso di rinnovare un dualismo antropocentrico, accusando ad esempio gli animali per il virus».
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Daniele Francesconi, direttore della manifestazione che questo weekend calamiterà l’attenzione di tanti a Modena, Carpi e Sassuolo, parte necessariamente dalla unicità che questa edizione del ventennale riveste. «Il nostro - prosegue Francesconi, anche direttore di Ago - è un evento che fa dell’assembramento la sua caratteristica principale. Quest’anno ovviamente non si può per cui abbiamo curato ogni particolare per salvaguardare la salute di tutti. Ovviamente faremo un patto di comportamento con il nostro pubblico, che del resto è sempre piuttosto “avvertito”».
Direttore partiamo dal tema macchine, come si può declinare?
«Si tratta della prima edizione senza Remo Bodei, amico e insigne studioso, dopo che già di recente è morto anche Tullio Gregory. Proprio per onorare Remo che già aveva lavorato su questi temi siamo partiti per costruire l’ossatura del programma dal suo ultimo libro “Dominio e sottomissione”. L’impianto concettuale è il suo anche se naturalmente siamo andati oltre nella costituzioni delle lezioni di quest’anno».
Quindi nella pratica del programma?
«Lo devo dire per forza in estrema sintesi, comunque da un lato mostreremo le soglie di trasformazione esistenti tra uomo e macchina. Pensi ad esempio al lavoro: le macchine lo sollevano dalle attività pesanti fisicamente, ma lo stesso nasce una categoria di sfruttati digitali. Dall’altro lato ci occupiamo di come le macchine di ultima generazione hanno facoltà semantiche e computazionali che imitano delle caratteristiche dell’umano. Una trasformazione, questa, epocale».
Qual è il confine tra l’uomo e macchina?
«Sulla base di quanto detto questo confine, prima netto, oggi diventa sempre più poroso e quindi occorre una analisi di pensiero per riflettere su come possiamo ridisegnare questo limes. Occorre capire che le macchine assomigliano sempre più all’uomo e quindi la sfida diviene sapere cosa resta dell’umano».
Le macchine diverranno umane?
«Io penso che alcune caratteristiche dell’essere umano, come le abilità neuromotorie, l’ intuizione o l’empatia, siano tipicità nostre a cui le macchine mai arriveranno. Ma certo siamo sottoposti a una continua ridefinizione dell’umano».
Su cos’altro vi soffermate quest’anno?
«Discuteremo della mediazione tecnologica e poi ovviamente della dimensione politica: la realtà è riducibile a sistemi di dati e quindi dobbiamo chiederci come occorre tutelare la privacy e la libertà e definire chi è titolare dei dati. Poi abbiamo il tema delle fake news, un argomento oggi molto centrale che agisce sulla costruzione della opinione pubblica. Infine vorrei tornare da dove siamo partiti, ossia dal virus. Si parla oggi di virus pandemici, ma ricordo che si chiamano virus anche quelli del computer: entrambi si diffondono in modo esponenziale e noi fatichiamo a capire questo schema perché diverso da noi».
Immaginiamo anche un inedito surplus di lavoro causa Covid.
«E’ una edizione senza precedenti proprio per le misure sanitarie che abbiamo preso. In ogni location abbiamo aumentato le sedie, oltre ad aumentare i luoghi stessi aggiungendo ad esempio i Giardini ducali a Modena. Abbiamo già superato le 22mila prenotazioni sul nostro sito, arrivando all’esaurimento per Cacciari, Massini, Marzano, Galimberti, Paolini. Ma invito a cercare posti».
Come è andato il sistema di prenotazione sul vostro sito?
«Bene, abbiamo richiesto i dati secondo la legge per risalire a tutti quelli che finora hanno prenotato i biglietti gratuiti. Finora il numero è superiore ai 22mila e invito tutto quelli che prenotano e vengono al festival ad arrivare un’ora prima della conferenza scelta oltre ovviamente a portarsi appresso una mascherina da indossare. Noi sanifichiamo tutte le sedi, per questo abbiamo calato il numero delle lezioni, ma non sanifichiamo la singola sedia se qualcuno va via» . —
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