Gazzetta di Modena

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LAMA MOCOGNO 

Niente seggi nelle scuole ma in due sale del Comune

Daniele Montanari
Niente seggi nelle scuole ma in due sale del Comune

Con Fiumalbo è tra i centri della montagna dove le lezioni non si interrompono Il sindaco Pasini: «Bambini contenti e genitori più tranquilli per evitare contagi»

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LAMA MOCOGNO

Nessuno stop alle lezioni per i bambini di Lama Mocogno: qui domani la scuola non si interrompe. Magari non faranno i salti di gioia nel vedere i loro coetanei dei paesi intorno che resteranno a casa fino a martedì, ma per i loro genitori invece la notizia è stata un certo sollievo.

Non tanto per la questione logistica del come tenerli a casa, ma per la loro salute in tempo di Covid, nell'ambito del dibattito che tanto ha tenuto banco in questi giorni sull'opportunità o meno di allestire nelle scuole i seggi per il referendum. Dopo Fiumalbo, di cui abbiamo già detto nei giorni scorsi, Lama è infatti l'unico altro Comune dell'Appennino (e della provincia a parte il caso di Maranello, dove però i seggi restano alle medie e alla materna di Gorzano) ad aver deciso di non far votare in toto nelle scuole.

I tradizionali seggi 1 e 2 che venivano ospitati nella primaria dell'Istituto Comprensivo stavolta traslocano: il numero 1 si sposta presso la sala Agorà nel complesso al civico 11 di via XXIV Maggio, il numero 2 va nella sala Musica di fianco al municipio, stessa via ma al 2. Duecento metri separano le sistemazioni, che restano entrambe in centro. Non si tratta di una scelta improvvisata: il sindaco Giovanni Battista Pasini ha informato i cittadini dell'iniziativa con lettera inviata già il 6 agosto.



«Le motivazioni – spiega – sono sostanzialmente due, condivise a livello di giunta. Da una parte, ci dispiaceva interrompere le lezioni in presenza a pochi giorni dalla loro ripresa dopo il lungo periodo di didattica a distanza legato al lockdown. Abbiamo pensato all'entusiasmo dei bambini nel rivivere la scuola dopo il più lungo stop che abbiano mai affrontato, ma anche al lavoro del corpo docente e del personale ausiliario: era un peccato interrompere tutto sul più bello. Il secondo motivo è ovviamente legato alla lotta al virus: certamente siamo tutti più tranquilli nel sapere che la scuola sarà risparmiata da tutto il viavai di gente legato a una consultazione referendaria. Ci sarebbero state tutte le misure di sicurezza anti-contagio, certo, sarebbe stato tutto sanificato alla fine, ma se potevamo prendere una precauzione in più, perché non farlo? Abbiamo ragionato un po' sugli spazi e si è trovata un'alternativa. Ci sono stati un po' di problemi organizzativi da affrontare, ma alla fine ce l'abbiamo fatta, e siamo contenti così».

Immutata la collocazione degli altri tre seggi di Montecenere (dove è garantito l'accesso anche per i disabili), Santona e Pianorso, perché al di fuori degli spazi scolastici. Pasini è dunque tra i (soli) 185 sindaci di tutta Italia citati con soddisfazione nei giorni scorsi dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina per aver individuato sedi extrascolastiche dove far svolgere il voto, con l'auspicio «che si apra finalmente una riflessione sul futuro perché i seggi si spostino dalle scuole». Forse a livello provinciale poteva essere fatto qualche sforzo in più dagli altri sindaci, anche in nome dell'anti-Covid? «Io non intendo insegnare niente ai colleghi – chiosa Pasini – so bene che trovare spazi alternativi per i seggi non è semplice. Noi semplicemente eravamo nelle condizioni per farlo. E l'abbiamo fatto». —



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