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Ambientalisti uniti nella protesta Seggiovia-monstre, un presidio

D.M.
Ambientalisti uniti nella protesta Seggiovia-monstre, un presidio

Legambiente, Wwf, Azimut, Mw contro il maxi impianto di risalita dal Corno alle Scale a lago Scaffaiolo e Abetone, tra Fanano a Fiumalbo 

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la mobilitazione

FANANO

No a una mega seggiovia a sei posti per unire il fronte bolognese del Corno alle Scale a quello fananese del lago Scaffaiolo e a quello toscano-fiumalbino dell'Abetone (Doganaccia).

A rilanciare l’opposizione al progetto tanto discusso sono associazioni ambientaliste come Legambiente, Wwf, Europa Verde, Mountain Wilderness e Azimut Club di Modena, che domani dalle 10.30 daranno vita a una protesta presso la stazione di partenza della seggiovia Polla, al Corno.

Proprio Azimut, associazione escursionistica con sede a Cognento, alla vigilia ha inviato al presidente della Regione Bonaccini e alla vice Elly Schlein un’accorata lettera per chiedere un ripensamento su un'opera da 5,5 milioni, già stanziati da Governo e Regione, di forte impatto ambientale e giudicata non adatta ai tempi.

«Abbiamo sempre avuto fiducia in lei dopo avere verificato il buonsenso di tante sue decisioni – premette il Consiglio di Azimut all'indirizzo di Bonaccini – ma di fronte a questa proposta non possiamo proprio trovarci d’accordo». Di fronte alla portata dell'investimento e delle future spese di manutenzione, la constatazione «che la stagione della neve da tempo non è più garantita a causa dell’innalzamento termico». In più il fatto che i versanti interessati dal progetto «sono tutti esposti a sud e ai venti caldi che salgono dal Tirreno: l’orientamento meno favorevole al mantenimento di un manto nevoso».

Poi una constatazione: «Favorire uno sviluppo che garantisca eventuale occupazione per 3-4 mesi all’anno non è economicamente sostenibile». Quindi la preoccupazione per l'irreversibile danno ambientale: «Sbancamento di boschi, livellamento di pendii, innalzamento di piloni che resteranno lì per sempre anche se non utilizzati, scavi e raccolte idriche a danno degli approvvigionamenti per uso civile e agricolo per fare neve artificiale, nel territorio dei due Parchi di Modena e Bologna».

Da qui la richiesta di un cambio di rotta, di fronte a dinamiche turistiche che sono già cambiate, premiando escursionismo e-bike tutto l’anno, scialpinismo e ciaspole in caso di neve. «Con tracciati relativamente brevi e di poca spesa si potrebbero unire Corno e Abetone senza cavi» puntualizza Azimut.

Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente del Consiglio Regionale, ha presentato un'interrogazione per chiedere di bloccare il progetto «utilizzando le risorse già stanziate per riqualificare gli impianti esistenti, per promuovere il turismo di montagna». —

D.M.

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