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Caprari spiega il futuro aziendale: «Nuovi capitali per investimenti»

Stefano Turcato

L’imprenditore Alberto: «Le scelte non sono definite ma l’ingresso di un Fondo è coerente con i nostri piani»

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Stefano Turcato

La notizia dell’imminente ingresso di un Fondo privato nel capitale dell’azienda Caprari di Modena è confermata da Alberto Caprari, 52enne imprenditore di terza generazione nell’impresa, «anche se - precisa - non c’è ancora la scelta definitiva del partner e neppure della percentuale che sarà ceduta al Fondo». Il gruppo Caprari è una tra le principali realtà internazionali nella produzione di pompe ed elettropompe centrifughe e nella creazione di soluzioni avanzate per la gestione del ciclo integrale dell'acqua: «Abbiamo voluto anticipare - dice Alberto Caprari - un nuovo piano di sviluppo orientato al consolidamento della competitività sui mercati internazionali, che si baserà su investimenti mirati e sulla crescita per linee interne, ma valutando anche nuove acquisizioni per consolidare la presenza su altri mercati».

Quindi con l’ingresso di nuovi soci in azienda.

«La famiglia Caprari governa l’azienda dal 1945 e continuerà a farlo anche dopo l’ingresso di un partner finanziario. Abbiamo avviato da oltre un anno con il management attente analisi che hanno portato a una road map per iniziare i secondi 75 anni seguendo l’esempio del fondatore, continuando a investire almeno il 10% del fatturato annuo in sviluppo».

Era il momento giusto per questo tipo di scelta.

«La famiglia Caprari sta valutando l'opportunità di una partnership per dare maggior forza al Piano industriale orientato alla crescita e allo sviluppo della competitività nei mercati internazionali. Piano che potrebbe passare anche attraverso acquisizioni strategiche, che un fondo di investimento o un partner finanziario possono sostenere, se unito alla continuità e competenze della famiglia imprenditoriale che ha dato vita e sviluppo all’azienda. La pandemia non ci ha mai fermati e ci offre nuovi spunti di analisi. L'acqua è un bene essenziale e siamo convinti che i nostri prodotti e servizi troveranno sempre più apprezzamento».

La famiglia rimarrà saldamente alla guida.

«Anche nella nuova prospettiva, la famiglia Caprari rimarrà punto di riferimento nella gestione, affiancata dal top management e dai principali collaboratori del gruppo. Stiamo lavorando per costruire una partnership con un nuovo soggetto capace di apportare competenze, non solo risorse e che prima di tutta condivida e abbracci le nostre linee strategiche».

Avete lanciato un programma “Caprari 5.0”.

«Dal nuovo scenario intravvisto esce rafforzata la nostra scelta della digitalizzazione con il programma “Caprari 5.0”. Abbiamo colto il senso del cambiamento e le sfide collegate - precisa Alberto Caprari - puntando anche nuove linee di azione, che ora sono in fase di sviluppo sia per i settori tradizionali come l’irrigazione che per segmenti industriali Premium».

Il fatturato 2019 si è attestato a 100 milioni di euro e la proiezione 2020 confermerà la capacità di tenuta e anche la creazione di valore. Gli addetti sono circa 600 e il processo avviato porterà all’ingresso di nuove professionalità. Caprari esporta in Europa, Medio Oriente, Africa, in tutta l’area Asia Pacific e in America Latina. Le unità produttive sono a Modena (sede principale), a Rubiera e a Konya in Turchia. La rete mondiale basa la sua presenza anche su nove filiali commerciali dirette, con assistenza clienti in Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Portogallo, Australia, Grecia,Tunisia e Cina. Ma nei prossimi anni il Gruppo conta di presidiare altri mercati. —

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